Il 2026 si profila come un anno di svolta per i controlli sulle assenze dal lavoro per malattia. L’Inps ha annunciato un rafforzamento della sorveglianza con più visite fiscali, nuove procedure digitali e verifiche più rapide richieste direttamente dai datori di lavoro. La stretta giunge mentre parallelamente crescono il numero dei certificati medici trasmessi all’Istituto e il volume delle ispezioni domiciliari.
Dal punto di vista dei lavoratori, la novità comporta una stretta osservanza delle regole per non incappare in rischi occupazionali e fiscali. Le fasce di reperibilità restano infatti obbligatorie anche nei festivi e l’assenza ingiustificata può portare alla perdita dell’indennità di malattia e a sanzioni disciplinari.
Più controlli sulle assenze per malattia e nuovi strumenti online
Il rafforzamento dei controlli da parte dell’Inps è stato deciso in scia ai target fissati dalla Manovra 2026 e ai dati raccolti e pubblicati dall’Osservatorio statistico sul Polo Unico di Tutela della Malattia. Nel secondo semestre del 2025 sono stati trasmessi oltre 14 milioni di certificati medici, con un aumento del 2,8% rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, le visite fiscali domiciliari hanno sfiorato quota 400mila, in crescita del 3,7% su base annua.
Il 2026 porta inoltre con sé l’introduzione un nuovo sistema digitale collegato alla Piattaforma Digitale Nazionale Dati (Pdnd). Attraverso questo servizio, i datori di lavoro possono richiedere più facilmente visite fiscali, monitorare lo stato delle verifiche e velocizzare le procedure. L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema più rapido e automatizzato, aumentando la frequenza dei controlli.
Fasce orarie uguali per dipendenti pubblici e privati
La novità forse più importante dal punto di vista pratico riguarda le fasce di reperibilità, ormai uniformate tra settore pubblico e privato senza più alcuna distinzione. Nel 2026 i lavoratori in malattia devono essere reperibili:
- dalle 10 alle 12
- dalle 17 alle 19
Gli orari valgono tutti i giorni, inclusi domeniche e festivi. Il controllo può avvenire più volte durante la stessa pratica di malattia. L’unificazione delle tabelle orarie recepisce quanto stabilito dal Tar del Lazio con la sentenza n. 16305 del 2023, che aveva giudicato “ingiustificata” la differenza di trattamento tra dipendenti pubblici e privati.
Come funzionano le visite fiscali
Quando parliamo di visita fiscale, è bene intendersi. Con questa espressione si indica esclusivamente il controllo medico disposto dall’Inps o richiesto dal datore di lavoro per verificare l’effettivo stato di malattia del dipendente. La procedura viene innescata al momento dell’invio all’Istituto del certificato telematico da parte del medico curante. Da quel momento il lavoratore deve:
- restare reperibile all’indirizzo comunicato all’Inps;
- comunicare eventuali spostamenti temporanei;
- rispettare le fasce orarie previste.
Cosa rischia chi non si fa trovare alla visita fiscale
E veniamo alla domanda delle domande: le conseguenze per il lavoratore se dovesse risultare irreperibile durante un controllo. Se il medico fiscale non trova il lavoratore durante le fasce orarie stabilite dalla legge e il contribuente non dovesse fornire una giustificazione valida, possono scattare:
- perdita dell’indennità economica di malattia;
- riduzione dello stipendio;
- sanzioni disciplinari;
- contestazioni da parte del datore di lavoro.
Le conseguenze cambiano in base ai casi e ai contratti collettivi applicati, ma in ogni caso il rischio economico può essere significativo. Tuttavia “essere in malattia” non si traduce nel divieto assoluto di uscire di casa. Il lavoratore può assentarsi dal domicilio fiscale registrato presso l’Inps per le seguenti casistiche:
- visite mediche;
- esami diagnostici;
- terapie;
- situazioni urgenti documentabili.
Resta ovviamente l’obbligo di dimostrare in maniera inequivocabile il motivo dell’assenza in caso di ispezione. Inoltre, se il lavoratore dovesse spostarsi temporaneamente presso un domicilio diverso da quello indicato, la variazione deve essere comunicata tempestivamente all’Inps e al datore di lavoro.