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Ammanettato al proprio posto nell’Aula della Camera, Roberto Giachetti radicalizza la protesta contro lo stallo della Commissione di Vigilanza Rai che si protrae da ben venti mesi. Dopo dodici giorni di sciopero della fame, il deputato di Italia Viva ha annunciato il passaggio allo sciopero della sete e di proseguire questa condizione «finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai».
«Contro il sequestro della commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia», ha dichiarato in Aula, prima di ammanettarsi. Giachetti è rimasto nell’emiciclo assistito da personale parlamentare e da un presidio sanitario.
Le accuse alla maggioranza
La protesta del deputato di Italia Viva apre inevitabilmente un nuovo terreno di scontro politico tra maggioranza e opposizioni sul funzionamento della Vigilanza Rai e del servizio pubblico.
Il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova definisce quella di Giachetti «una battaglia di legalità», accusando la maggioranza di aver trasformato «la paralisi sulla Rai» in «un fatto normale». Il sostegno arriva anche da Alleanza Verdi e Sinistra: il capogruppo al Senato Peppe De Cristofaro parla di «organo di garanzia essenziale per la tenuta democratica del Paese» che la destra sta tenendo «sotto scacco», sostenendo che stia bloccando l’adeguamento italiano al Media Freedom Act europeo.
Dello stesso parere anche il segretario di Radicali Italiani Filippo Blengino, che definisce la battaglia di Giachetti «una battaglia di civiltà democratica» e accusa il governo di aver «occupato lo spazio pubblico» e trasformato la tv pubblica in «uno squallido megafono propagandistico».
Dal Movimento 5 Stelle l’esponente in Vigilanza Rai Gaetano Amato chiede invece che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si presenti in Aula, sia per la tutela della salute di Giachetti sia per «difendere una istituzione sottoposta ad una simile violenza». Così parla in riferimento ad una Commissione «tenuta in ostaggio dalla maggioranza da oltre un anno e mezzo».
Alla richiesta di un’informativa si sono associati anche Pd, Azione, Avs e Italia Viva.
Il nodo della presidenza rai
Il dibattito si sposta anche sul tema della presidenza Rai. Il vicepresidente di Italia Viva Davide Faraone chiama in Aula anche il vicepremier Antonio Tajani, chiedendo «un passo indietro» sulla candidatura di Simona Agnes per sbloccare la situazione in Commissione.
La protesta di Giachetti era iniziata il 5 maggio con uno sciopero della fame annunciato per chiedere tre obiettivi: la ripresa delle convocazioni della Commissione di Vigilanza (non convocata da un anno e mezzo), la nomina del presidente Rai e la riapertura del dibattito sulla riforma della governance del servizio pubblico.
Ora il deputato di Italia Viva porta direttamente nell’Aula della Camera la protesta contro lo stallo della Vigilanza Rai, trasformando la vicenda in un nuovo terreno di scontro parlamentare tra opposizioni e maggioranza.
In relazione alla protesta del deputato Roberto Giachetti, è attivo alla Camera il presidio medico, con ambulanza. Sono state da subito accertate le condizioni di salute e il personale sanitario è a disposizione. Il Presidente Lorenzo Fontana ha incontrato il deputato in Aula esprimendo la sua apprensione e sincera preoccupazione per il protrarsi dello sciopero della fame e della sete e l’ auspicio che si possa quanto prima trovare una soluzione.
Per quanto riguarda il merito della protesta, come ribadito diverse volte, il Presidente Fontana torna a sollecitare una soluzione per la Vigilanza Rai, ricordando il monito del presidente della Repubblica affinché la Commissione possa esercitare appieno i suoi compiti.