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Le persone che terminano un ciclo di iniezioni per la perdita di peso potrebbero mantenere i risultati ottenuti passando all’assunzione di una semplice pillola. I ricercatori hanno individuato nel farmaco orforglipron un approccio potenzialmente “efficace” per stabilizzare il peso in chi non desidera o non può proseguire con le somministrazioni sottocutanee. Questa soluzione, un agonista del GLP-1, agisce riducendo l’appetito e rallentando la digestione, ma con un vantaggio significativo: è molto più economica da produrre rispetto a prodotti noti come Wegovy e Mounjaro.
APPROFONDIMENTI
I risultati della sperimentazione
L’efficacia di questa alternativa è emersa dai dati di uno studio clinico condotto su 376 pazienti precedentemente trattati con farmaci iniettabili per oltre un anno. Suddividendo i partecipanti tra chi riceveva l’orforglipron e chi un placebo, i risultati pubblicati su Nature Medicine hanno mostrato differenze nette dopo dodici mesi. Tra gli ex utilizzatori di tirzepatide, chi è passato alla pillola ha conservato il 74,7% del peso perso, contro il 49,2% del gruppo placebo. Il divario è stato ancora più marcato per chi utilizzava semaglutide: il 79,3% ha mantenuto il calo ponderale, rispetto al solo 37,6% di chi non ha ricevuto alcun supporto farmacologico.
Uno scenario clinico reale
Questi dati affrontano una delle sfide principali della terapia: il rischio di recuperare i chili persi subito dopo l’interruzione delle cure. «Uno degli aspetti più preziosi di questo studio è che riflette uno scenario clinico estremamente realistico», spiega la dottoressa Marie Spreckley, responsabile della ricerca presso l’Università di Cambridge. «Molte persone non desiderano continuare la terapia iniettiva a tempo indeterminato a causa del peso del trattamento, della comodità, degli spostamenti o dei costi.
La possibilità di passare a una terapia orale mantenendo una parte sostanziale della riduzione di peso ottenuta potrebbe quindi rappresentare un’opzione fondamentale nei percorsi di cura a lungo termine».Una terapia sostenibile
Oltre alla praticità d’uso, la nuova generazione di farmaci orali punta a risolvere il problema dei costi elevati che oggi limita l’accessibilità dei trattamenti. Il dottor Simon Cork, docente alla Anglia Ruskin University, osserva che sebbene le iniezioni siano più potenti, il loro prezzo «limita l’applicabilità a lungo termine sia per i privati che per il servizio sanitario». Pur richiedendo ulteriori verifiche su gruppi più estesi, i risultati attuali indicano «un potenziale futuro per il trattamento dell’obesità e per il mantenimento dei risultati ottenuti con la perdita di peso».
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