di
Paolo Valentino
Era il 1957. A ritenere che i libri di Ian Fleming non fossero adatti al cinema sono stati gli specialisti del Readers Department degli Elstree Studios: «Sfiorano troppo il ridicolo per diventare una trama degna di questo nome»
I romanzi di Ian Fleming, quelli che hanno l’agente 007, alias James Bond, per protagonista? «Non sono materiale da film e non avrebbero alcun successo», scrissero gli specialisti del Readers Department degli Elstree Studios, il centro di produzione cinematografico inglese, al tempo gestito soprattutto da Warner Brothers. Era il 1957 e le valutazioni dei cosiddetti «lettori» erano destinate solo alla circolazione interna e a non essere mai pubblicate.
Ma, come racconta il Times di Londra, quasi 70 anni dopo, un fortuito sgombero nei locali degli ex Studios a Borehamwood, nello Hertfordshire, ha portato alla luce il monumentale errore di giudizio. Sarebbe stata infatti la Eon Production, rivale di Elstree, a realizzare nel 1962 Dr. No (Agente 007, Licenza di uccidere), primo dei 25 film su James Bond basati sui libri di Fleming, la più fortunata franchising della storia del cinema, con incassi per oltre 20 miliardi di dollari attuali.
Il lavoro del Readers Department era quello di scandagliare libri e sceneggiature, per valutarne il potenziale cinematografico. Ma quando si imbatterono nelle spy stories di Fleming, l’ex agente segreto della Royal Navy diventato scrittore, creatore del personaggio di Bond, non ebbero dubbi: «Sfiorano troppo il ridicolo per diventare una trama degna di questo nome». Furono otto in tutto i report dei lettori di Borehamwood dedicati a 007.
Particolarmente sprezzante la prima valutazione, quella su Dr.No, fatta nel 1957: «A dispetto di alcuni contorni moderni – missili balistici, donne nude, etc. – è ancora sostanzialmente roba stravecchia da Fu Manchu. La storia viaggia sul filo del ridicolo». Uscito 5 anni dopo, diretto da Terence Young, Dr. No sarebbe diventato il film capostipite della saga, lanciando la carriera di Sean Connery nel ruolo di 007 e passato alla storia per la mitica scena di Ursula Andress che esce dall’acqua in bikini bianco. Incassò 60 milioni di dollari dell’epoca al box office.
Né miglior sorte ebbe Thunderball, Operazione Tuono, pubblicato nel 1961 ma che Fleming aveva scritto un anno prima come sceneggiatura: «Più o meno lo stesso miscuglio di prima, più alcuni oggetti di scena come bombe e sottomarini atomici. La suspence si affloscia spesso. L’uso eccessivo di questi giocattoli moderni non sostituisce l’assenza di caratteri e inventiva». La sentenza fu inappellabile: «Questi difetti emergerebbero sicuramente in modo disastroso sullo schermo. Temo che questa storia non possa produrre un film di successo». Prodotto da Eon e distribuito da United Artists, Thunderball sarebbe invece diventato la quarta pellicola della serie nel 1965, fu visto da milioni di spettatori e incassò oltre 141 milioni di dollari, quasi 1 miliardo e mezzo al valore attuale.
Anche il report sul valore cinematografico di «For Your Eyes Only», pubblicato da Fleming nel 1960, fu impietoso: «La trama e le situazioni più importanti sono improbabili. Solo lo stile di Bond salva le storie, ma anche se questo potesse essere tradotto sullo schermo, avremmo solo l’ennesimo giallo sui servizi segreti». E il resto è storia: il film uscì nel 1981, con Roger Moore alla sua quinta prova nel ruolo di James Bond, e fu un trionfo d’incassi, che sfiorarono i 200 milioni di dollari.
15 maggio 2026 ( modifica il 15 maggio 2026 | 17:58)
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