A Ormea si va per respirare l’aria pura della montagna, stare a contatto con la natura, immergersi nella quiete dei boschi centenari, passeggiare sui ciottolati di antichissimi sentieri, degustare ricette e prodotti della tradizione popolare, ma anche per ballare. Sì, proprio così: ballare.
Nel Borgo del Cuore c’è un luogo dal fascino antico e immutato che può essere considerato a ragion veduta una vera e propria perla nel suo genere, capace di diventare un “centro di gravità permanente” per tante, tantissime persone.

Nei locali della Società operaia, situati a pochi passi dalla centralissima via Roma, quando le temperature diventano più rigide e il generale inverno fa sentire la sua voce, si svolge un vero e proprio rito collettivo. Qui, da ottobre a maggio per una quindicina di serate, arrivano le orchestre di liscio più in voga del nord Italia. A chiudere la stagione, sabato 2 maggio, è stato Matteo Bensi, richiamando ballerini e ballerine da tutta la Granda e dalle vicine province di Imperia e Savona.

Una lunga coda di persone si raduna davanti al portone di ingresso ben prima dell’orario di apertura per potersi accomodare nel salone, un vero spettacolo per gli occhi, con il grande palco, i suoi tavoli ordinati e addobbati con cura, con tanto di cioccolatini da assaporare durante la serata, lo scalone che ricorda i fasti di un tempo e il grande cuore luminoso che si accende appena partono le prime note.
Una vera magia sospesa nel tempo e nello spazio, senza confini di genere e di età, dove per una manciata di ore si può volare danzando tra le note e la fantasia.
A rendere possibile tutto questo, i volontari della Pro loco, che da anni gestiscono queste serate con caparbietà, devozione e una passione unica. C’è Antonio che si occupa della scelta e della gestione delle orchestre, sua moglie Cristina che cura in modo impeccabile gli allestimenti della sala, Fausto che organizza la disposizione dei tavoli, sistema le prenotazioni e accompagna come un galantuomo d’altri tempi gli ospiti alle proprie sedie, Edda che con precisione e puntualità si occupa della cassa e poi la “banda del Bar”, Paolo, Susanna, sua figlia Federica, Marco e Barbara che preparano caffè, cocktail e stappano birre con quel sorriso e quella battuta cordiale capaci di farti sentire subito a casa.

Una macchina organizzativa perfetta che non lascia nulla all’improvvisazione e il risultato lo si vede dalla sala sempre piena, dalle migliaia di visual sui profili social e dai commenti entusiasti dei presenti: «Se vieni una volta in questa sala poi ritorni, dà “dipendenza”, l’accoglienza, la musica meravigliosa… non riesci più a farne a meno». «Noi siamo clienti fissi, veniamo sempre, per ballare sì, ma anche per stare insieme, fare due chiacchiere, qui ormai abbiamo tanti amici».
Non semplici eventi, ma momenti di condivisione, amicizia e socialità autentica. Tutto questo senza dimenticare un aspetto un po’ meno romantico, ma indubbiamente utile: il ritorno economico per il paese. I ballerini, prima della serata danzante, fanno aperitivo, cenano riempendo così bar, ristoranti e pizzerie e in alcuni casi si fermano anche a pernottare.

«Sarà banale da dire, ma in quello che facciamo ci mettiamo il cuore, la passione e la voglia di rendere queste serate speciali – racconta il presidente della Pro loco, Paolo Pitti –. Il mio ringraziamento va a tutto il gruppo dei volontari che rende possibile tutto questo senza la cui dedizione nulla sarebbe fattibile, alle orchestre presenti, al Comune di Ormea per la disponibilità dei locali, ma soprattutto a tutte le persone che “si arrampicano” sulla nostra montagna percorrendo chilometri e chilometri per venire a ballare da noi».
Ora la stagione si ferma per la pausa estiva, durante la quale il contributo operativo della Pro loco al paese non mancherà nella realizzazione di altri eventi. L’appuntamento però è già fissato per il prossimo mese di ottobre, con scarpette e papillon pronti a tornare a volteggiare tra la musica.