di
Antonio Meli
L’assalto di Roma, Juve, Napoli, Milan e Como ai tre posti in palio. La qualificazione vale un tesoro subito: dai 35 milioni minimi ai premi stadio. Così il torneo più prestigioso cambia anche mercato estivo
A due giornate dalla fine della Serie A, la qualificazione alla Champions League 2026/2027 non vale soltanto prestigio sportivo: tra premi Uefa, botteghino e risultati, per i club italiani possono ballare decine di milioni di euro.
Domenica alle 12:00, scenderanno in campo in contemporanea tutte le squadra coinvolte nella lotta per entrare nelle prime quattro. Tre posti per Napoli, Juventus, Milan, Roma e Como, con in palio una posta economica che può incidere in modo diretto sul mercato estivo, sui bilanci e sulla programmazione della prossima stagione.
Secondo le stime pubblicate da Calcio e Finanza, la semplice qualificazione alla prossima Champions League garantirebbe alle squadre italiane una base compresa tra i 35 e i 45 milioni di euro ancora prima di scendere in campo nella prossima League Chase. Una cifra costruita attraverso il nuovo sistema di distribuzione Uefa, che unisce quota di partecipazione, ranking storico, risultati europei degli ultimi anni e market pool televisivo.
Si parte dal premio minimo garantito per tutte le 36 squadre partecipanti di circa 19 milioni di euro. A questa si sommano però le quote variabili legate al ranking e al valore del mercato televisivo nazionale. Ed è proprio qui che emergono le differenze tra i club italiani ancora in corsa.
La Roma, spinta dai risultati europei delle ultime stagioni — tra Conference League vinta e finale di Europa League — arriverebbe a circa 43,5 milioni di euro di ricavi minimi garantiti. Subito dietro la Juventus, a quota 42,6 milioni, favorita soprattutto dal peso del ranking storico . Più staccate Napoli e Milan, rispettivamente a 38,9 e 38,5 milioni, mentre il Como — da esordiente nelle coppe europee — si fermerebbe intorno ai 35 milioni.
Si tratta però soltanto della base di partenza. Perché il vero salto economico arriva con il percorso europeo. Ogni vittoria nella fase campionato garantisce ulteriori premi Uefa (2,1 milioni a vittoria, 700mila euro per il pareggio nel 2026), così come il passaggio del turno e l’accesso alle fasi finali. A questi si aggiungono gli incassi da stadio: con quattro partite casalinghe garantite nella League Phase, i grandi club italiani possono incassare anche oltre 20 milioni complessivi dal botteghino.
È proprio osservando le ultime stagioni europee che si comprende quanto la Champions possa cambiare il bilancio di un club. La Juventus quest’anno ad esempio ha ottenuto 18 milioni per posizione in classifica (13a) e qualificazione ai playoff, mentre l’Inter eliminata agli ottavi e qualificata dal girone come 10a, ha superato i 20.
Dunque, per Napoli, Juventus, Milan, Roma e Como, oltre ai 40 milioni per la qualificazione, si andrebbero a sommare altri 20 milioni circa per i premi di piazzamento, i premi partita, e altri milioni di ricavi dai botteghini per le partite casalinghe.
Entrare tra le prime quattro non significa infatti soltanto qualificarsi al torneo più prestigioso d’Europa, ma garantirsi una capacità di spesa e una competitività sul mercato difficilmente replicabili senza gli introiti della Champions.
15 maggio 2026
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