Roberto Fragasso, un sub esperto che da oltre 30 anni vive alle Maldive e ogni giorno accompagna i turisti nei fondali degli atolli, ha detto all’ANSA: “Conosco quella grotta, scende fino a 65 metri. È un’immersione complessa”, e “a quella profondità ogni problema diventa difficilmente gestibile”. Provando a ricostruire quale potrebbe essere stata la dinamica, o le cause della tragedia, ha ricordato che immersioni a quelle profondità “sono in ogni caso vietate dalle Maldive che hanno imposto il limite categorico dei 30 metri di discesa”. Fragasso ha spiegato che “quando scendi sotto questa soglia può intervenire la narcosi da azoto, un effetto d’intontimento che provoca euforia, panico o ansia facendo degenerare velocemente la situazione e rendendo esponenziali i problemi per la risalita”. L’altro rischio in escursioni subacquee del genere può essere “un’eventuale tossicità dell’ossigeno che può verificarsi dai 55 metri di profondità in poi, ma è difficile che già a 60 metri si sia presentata una situazione del genere”.