di
Alessandra Arachi
La trasmissione si dice «rammaricata». La giornalista: deponete le armi, mi scuserò. Il richiamo del Garante della privacy su Garlasco: «Stop a morbosa spettacolarizzazione»
Una frase buttata nel mezzo di un dibattito a Porta a Porta su Garlasco: «Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile e forte, c’è lo stupro», ha detto giovedì sera Concita Borrelli in veste di opinionista, mentre la giallista Elisabetta Cametti in collegamento scuoteva la testa. Ieri è esplosa la bufera.
E sempre su Garlasco ieri è intervenuto il Garante della privacy con un fermo richiamo ai mass media dopo che era stato trasmesso un audio privato di una conversazione tra Alberto Stasi e il suo legale.
La frase di Concita Borrelli ha suscitato un vespaio di reazioni, tanto che il conduttore Bruno Vespa ha già fatto sapere che lei il 19 maggio si scuserà proprio durante una puntata del programma. Poi ha aggiunto: «Mi scuserò ovviamente anche io». Ma intanto sul suo profilo «X» Concita Borrelli ha voluto già dire la sua. Il tono di sfida: «Deponete armi e veleni, nemici vicini e lontani, mi scuserò, con sincerità, nelle sedi opportune».
È intervenuto anche il direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini: ha avviato verifiche con la redazione di Porta a Porta per chiarire la vicenda. Una verifica quella di Corsini che Roberto Natale, consigliere di amministrazione della Rai, ha definito «indispensabile», aggiungendo: «Ricordiamo che Concita Borrelli è la stessa “opinionista” che a settembre, in un altro programma Rai, si era detta dotata di un radar per riconoscere i gay. Il servizio pubblico non può offrire il palcoscenico a chi cerca di guadagnarsi la notorietà con parole offensive e sconsiderate».
APPROFONDISCI CON IL PODCAST
La frase di Concita Borrelli non è stata una frase secca. Dopo aver detto che lo stupro è dentro ognuno di noi ha lungamente argomentato : «C’è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno nella testa, nei sogni e nell’immaginazione. Ce l’abbiamo tutti e qua non si tratta di essere santi, bigotti o assassini. Quindi questo è pericolosissimo, di questi profili se ne faccia un uso molto misurato se ci fermiamo alla sfera sessuale».
Dal Pd e da M5s sono partite le prime polemiche. Dal Pd i componenti della commissione Rai di Vigilanza: «Parole inaccettabili che banalizzano il tema della violenza sessuale e risultano offensive nei confronti delle donne e di tutte le vittime di abusi e di violenza». E dal M5s le componenti della Commissione d’inchiesta sul femminicidio: «Normalizzare e banalizzare lo stupro non è una semplice provocazione ma un messaggio pericoloso».
Sull’episodio è intervenuto anche l’Usigrai :«Chiediamo un intervento urgente dell’azienda e della Commissione di Vigilanza Rai affinché vengano richiamati con chiarezza i principi di responsabilità, rispetto e correttezza che devono guidare il servizio pubblico, evitando derive sensazionalistiche e contenuti che offendono la dignità delle vittime ».
Vai a tutte le notizie di Roma
Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma
15 maggio 2026 ( modifica il 15 maggio 2026 | 21:11)
© RIPRODUZIONE RISERVATA