di
Alberto Zorzi
I carabinieri l’hanno arrestato dopo che il giornalista Mediaset l’aveva sorpreso nell’ambito di un’inchiesta: lui aveva reagito in maniera violenta
A «incastrarlo», dopo che i carabinieri lo cercavano da qualche giorno, è stata una «comparsata» alla trasmissione tv di Mediaset «Fuori dal coro». Apparizione peraltro non voluta, visto che era stato il giornalista a sorprenderlo nell’ambito di un’inchiesta che stava facendo e lui aveva reagito in maniera violenta, minacciandolo e insultandolo. C’è questo retroscena dietro l’arresto di un uomo residente nel Veneziano che da aprile maltrattava la moglie in maniera pesante: botte, urla, minacce, insulti, anche violenze sessuali. Ad aggravare la sua posizione, il fatto che nel frattempo si era disinteressato di tutti i tentativi fatti dalle autorità di ridurlo a più miti consigli: aveva infatti ignorato sia il primo foglio di via dei carabinieri, che poi le misure sempre più stringenti disposte dal gip di Venezia Claudia Ardita.
Il divieto di avvicinamento alla moglie
Inizialmente il giudice gli aveva vietato di avvicinarsi alla moglie e ai due figli che lei aveva avuto da una relazione precedente, ma lui era stato arrestato e messo ai domiciliari. Si era però rifiutato di indossare il braccialetto elettronico e quindi il gip gli aveva impedito di stare dapprima in provincia di Venezia, poi in tutto il Veneto. Finché qualche giorno fa lo stesso magistrato aveva capito che l’unico modo per placare l’uomo era metterlo in carcere. Peccato però che quando i militari si erano attivati per notificargli l’atto, lui fosse sparito. Non si trovava più, finché però è spuntato nel servizio della nota trasmissione tv di Mediaset. A quel punto è scattato l’allarme di alcuni conoscenti della donna e poi anche ai carabinieri. L’uomo è stato così arrestato e portato in carcere, dove è rimasto dopo l’interrogatorio di garanzia in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Le sofferenze
La vicenda dei maltrattamenti peraltro era emersa da un’altra denuncia, ovvero quella per occupazione abusiva di un appartamento: lui e il resto della famiglia, che nel frattempo si erano poi spostati proprio per non sottostate più alle violenze, vivevano in una casa in cui non pagavano l’affitto dal 2020 e che non lasciavano nonostante lo sfratto. Erano stati proprio i figli di lei, stanchi di vedere la madre soffrire così, a raccontare tutto.
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15 maggio 2026
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