Roma, 15 maggio 2026 – “Fantastici accordi”, “intese sulle materie prime”, “stima e fiducia reciproca” ma poi alla fine “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Nessun dispositivo elettronico “preso” in Cina arriverà negli Stati Uniti sull’Air Force One. La delegazione e lo staff americano di ritorno da Pechino, dove il presidente Donald Trump ha incontrato il presidente cinese Xi Jinping, hanno infatti raccolto e buttato tutto il materiale fornito dalle autorità cinesi – tra cui badge, telefoni “usa e getta” e altri dispositivi destinati alla delegazione – prima dell’imbarco sull’Air Force One, dove non è stato portato a bordo alcun oggetto di provenienza cinese. Lo ha riferito su X Emily Goodin, corrispondente del New York Post.

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Secondo quanto riportato dal quotidiano, durante la permanenza in Cina il presidente Trump e i membri della delegazione non hanno potuto utilizzare i propri dispositivi personali – rimasti sull’Air Force One all’interno di ‘Faraday bags‘ per schermare le emissioni elettromagnetiche – in linea con le norme di sicurezza locali e per ridurre il rischio di possibili intrusioni informatiche.

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Anche lo staff ha utilizzato telefoni e account “usa e getta”, con dispositivi semplificati e privi delle principali applicazioni, usati solo per le comunicazioni essenziali. Le autorità statunitensi hanno inoltre adottato ulteriori misure di protezione, come l’utilizzo di custodie schermate per telefoni e dispositivi elettronici in grado di bloccare segnali e connessioni.

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Il Dipartimento di Stato ha avvertito infatti che in Cina “non esiste alcuna aspettativa di privacy sulle reti mobili“. Per questo la delegazione ha operato in un vero e proprio “blocco digitale” fino al rientro sull’Air Force One, considerato territorio statunitense e dotato di sistemi di sicurezza avanzati per la protezione delle comunicazioni.