ANCONA – Due generazioni, la stessa passione per il colore e per ciò che non si vede a prima vista. Oggi e domani l’Accademia di Babele, in Largo Fiera della Pesca 11, ospita la mostra “Madre Figlia”* con le opere di Severina Lazzari e della figlia Cristina Bellardinelli. A legarle non è solo il legame di sangue, ma un modo di guardare all’arte come a una pratica lenta, attenta ai dettagli, ai silenzi, alle pause, alle sfumature. “L’arte è una maestra di vita gentile”, dicono. E in mostra si vede. Severina dipinge da quando era adolescente. A scuola disegnava donne e animali sui banchi a matita, attirandosi i rimproveri del bidello. Poi la passione è cresciuta con lei: anni di corsi, dal disegno in bianco e nero alla pittura a olio. Il suo percorso è chiaro e intenso. Inizia con le donne del mondo africano e orientale, raccontando schiavitù, sofferenza, povertà e trasformandole in forza, dignità, gioia. Poi passa alla donna occidentale: bellezza e fragilità, solitudine e sguardi che dicono più delle parole. Il punto di svolta arriva con la fede. La meditazione la porta a lavorare sui sette peccati capitali e sulle sette virtù che li contrastano, strutturando immagini di ambivalenza in cui il male si trasforma in possibilità di bene. Da lì i temi di Paradiso, Purgatorio e Inferno, dipinti come li sente e li immagina. Chiude il cerchio con l’Apocalisse: la Regina del Mondo e il figlio salvati dal divino in un contesto drammatico.
Non mancano le sue quattro dive: Marlene Dietrich, Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, Angelina Jolie. Oggi Severina insegna acquerello ad allievi dai 12 anni in su, senza limiti d’età, e organizza mostre di fine anno con i loro lavori. Cristina Bellardinelli, 29 anni, ha fatto il liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti. Per lei l’arte non cerca la perfezione accademica, ma la verità interiore. Rifiuta il “bello” levigato e digitale che domina oggi: l’imperfezione, dice, è ciò che ci rende umani. Ha scritto, editato e illustrato una fiaba per bambini e adulti, “La Costellazione di Tiffany”. Al centro ci sono il perdono, l’unione familiare e i sogni che non bisogna smettere di coltivare, soprattutto in un’epoca in cui i più giovani rischiano di restare imprigionati dal cellulare. La fiaba sarà disponibile per l’acquisto durante la mostra. La mostra è aperta oggi dalle 17 alle 20, domani dalle 11 alle 13 e dalle 16.30 alle 20. Ingresso libero. L’ospitalità è dell’Accademia di Babele, presieduta da Paolo Marinelli.
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