Sinner-Medvedev è un film: Jannik vomita, mamma se ne va, piove
(Gaia Piccardi) Alle undici di sera, mentre nel cielo sopra al Foro rimangono appese le gocce di un temporale ampiamente previsto e le grida dei gabbiani, il direttore degli Internazionali, Paolo Lorenzi, decide che può bastare. Evaporato Luciano Darderi in una semifinale a senso unico con Casper Ruud, già in un clima più consono a un norvegese piuttosto che a un italoargentino col doppio passaporto cresciuto tra Buenos Aires e Roma, nel Master 1000 di casa resta vivo il ragazzo fatto della stessa materia delle sue Dolomiti: Jannik Sinner. La sfida con Daniil Medvedev, che ha avuto lampi di dramma sportivo, riprenderà alle 15 dopo l’interruzione per pioggia sul punteggio di 6-2, 5-7, 4-2 per Jannik, vantaggio Medvedev.
Una crisi fisica interminabile, che ha tenuto con il fiato sospeso i diecimila del centrale e ha costretto mamma Siglinde a lasciare il campo, è sembrata il riflesso degli ultimi furibondi sessantanove giorni di partite vinte attraverso i continenti e le superfici. Leggi il servizio completo.