WSP photography è lieta di presentare “L’energia del fuoco. Studi, riti e autoritratti in Cameroon”: il nuovo appuntamento del ciclo Visionary Africa a cura di Alessandra Migani che si svolgerà sabato 16 maggio dalle ore 19 presso la nostra sede in Via Costanzo Cloro 58, Roma.

Ospite d’eccezione: William Mbiena, fotografo camerunese che vive a Roma.

La quota di partecipazione è di 10 euro (comprensiva di consumazione) ed è necessaria la prenotazione a info@collettivowsp.org

Il fuoco è energia creativa. È la scintilla che accende l’atto fotografico, la forza che purifica, trasforma, brucia per far nascere qualcosa di nuovo. È con questa metafora che il seminario L’energia del fuoco esplora la straordinaria storia della fotografia camerunense, dagli esordi in epoca coloniale, passando per gli autoritratti in studio, fino ai linguaggi più contemporanei. Il Cameroon, crocevia di culture e creatività in Africa centrale, ha saputo costruire una tradizione fotografica unica e ancora in parte da scoprire. Il seminario ripercorre quasi cento anni di immagini, restituendo dignità e visibilità a maestri spesso rimasti ai margini delle narrazioni ufficiali.

Dagli scatti di George E. Goethe (1896-1977) a Douala – dove nel 1931 apre lo studio Photo George, destinato a diventare un’istituzione con oltre 50.000 negativi – si passa all’“età dell’oro” degli anni Sessanta e Settanta, il periodo successivo all’indipendenza del Cameroon (1960). È l’epoca del nyanga, l’orgoglio di mostrarsi, sfoggiando una certa eleganza e consapevolezza all’interno degli studi fotografici, diventati veri e propri teatri dell’identità. Tra i protagonisti di questa stagione irripetibile: Michel Kameni (Studio KM, Yaoundé); Jacques Toussele (Mbouda), con il suo archivio di 40.000 negativi che raccontano la modernità nelle aree rurali in un periodo complesso di guerra e trasformazioni; Joseph Chila e Samuel Finlak, formati nella stessa scuola di sguardo e capaci di restituire l’intimità delle loro comunità.

Ci soffermeremo anche sugli scatti di Samuel Fosso (nato a Kumba, Cameroon, nel 1962). Sopravvissuto alla guerra del Biafra, Fosso si rifugia ancora bambino a Bangui, nella Repubblica Centrafricana. Nel 1975, a soli tredici anni, apre il suo Studio National. È qui che nascono i suoi celebri autoritratti: alla fine di ogni giornata, utilizzando la pellicola avanzata dai ritratti dei clienti, Fosso inizia a fotografare se stesso. La necessità di Fosso è sia pratica, utilizzare tutti gli scatti inclusi nel rullino, sia sentimentale: inviare le fotografie a sua nonna, rimasta in Nigeria, per tenerla aggiornata sulla sua vita. Ben presto, però, quegli scatti notturni si trasformano in un laboratorio di identità. Fosso si traveste, indossa abiti sgargianti, imita le star della musica come Prince Nico Mbarga e James Brown, esplora con ironia e profondità i temi del genere, della mascolinità e dell’identità postcoloniale. Oggi è considerato uno dei più importanti artisti contemporanei dell’Africa, spesso accostato a Cindy Sherman per la sua capacità di moltiplicare i significati del corpo attraverso la performance.

Accanto ai maestri dello studio, il seminario rende omaggio ad Angèle Etoundi Essamba (nata a Douala nel 1962, ma attiva tra Parigi e Amsterdam). Celebre per i suoi potenti ritratti in bianco e nero che celebrano la forza e la dignità della donna africana, la sua arte si è arricchita e approfondita attraverso l’uso del colore, incontrando nuove visioni e stimoli estetici. Le sue opere esplorano l’identità, la femminilità e la forza della creatività femminile, rompendo gli stereotipi e offrendo una nuova interpretazione dell’Africa contemporanea.

A dialogare con questa storia sarà William Mbiena, fotografo camerunense contemporaneo. Nato in Cameroon, Mbiena ha vissuto per diversi anni a Dakar (Senegal) e Abidjan (Costa d’Avorio), prima di arrivare a Roma, dove oggi risiede e lavora. Il suo percorso è emblematico di una generazione di artisti che, pur mantenendo radici profonde, si muovono liberamente oltre ogni barriera. Con Mbiena affronteremo anche il tema dei confini – o meglio, dei non confini. Perché i confini, come lui stesso ama ricordare, servono solo per dare indicazioni, ma la vera dimora dell’artista è il mondo. Attraverso il suo lavoro, esploreremo dunque non solo la fotografia, ma anche la circolazione delle idee, la migrazione creativa e l’identità molteplice. Mbiena presenterà il suo progetto più recente e significativo: “Kanaa”, una serie che documenta il rito funebre omonimo del popolo Mbouda, nella regione dei Bamboutos in Cameroon.

Il titolo del seminario – L’energia del fuoco – si lega direttamente a questo lavoro. Durante la cerimonia notturna, infatti, i partecipanti danzano attorno al fuoco in performance che uniscono il mondo dei vivi e quello degli antenati, con momenti di apparente “soprannaturale” come il maneggiare le fiamme senza bruciarsi. Il fuoco, nella tradizione simbolica dell’Africa centrale, non è mai solo distruzione: è passaggio, rivelazione, trasformazione. Accanto a Kanaa, Mbiena mostrerà altre sue fotografie – tra cui alcuni scatti di street photography realizzati a Roma e in Europa – testimonianza di uno sguardo sempre in movimento, capace di attraversare culture e paesaggi senza mai perdere le proprie radici. L’obiettivo del seminario è duplice. Da un lato, presentare per la prima volta in forma organica una storia della fotografia camerunense che troppo spesso è rimasta nascosta o confinata agli archivi. Dall’altro, offrire al pubblico italiano – e in particolare a studenti, fotografi, appassionati e curiosi – l’occasione di incontrare un testimone diretto di questa tradizione viva, che non è solo memoria ma anche creazione contemporanea.

L’incontro si terrà sabato 16 maggio alle ore 19.00. La quota di partecipazione è di 10 euro (comprensiva di consumazione) ed è necessaria la prenotazione a info@collettivowsp.org








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