Reggio Emilia, 16 maggio 2026 – Un intervento di alta complessità ha permesso l’asportazione del colon e del retto a una ragazza affetta dal morbo di Crohn. La giovane paziente è stata operata grazie a una tecnica innovativa all’ospedale Santa Maria Nuova dell’ospedale di Reggio Emilia che ha visto l’utilizzo di un robot speciale, il sistema Vinci Xi, una tecnica innovativa che ha aiutato l’equipe della chirurgia generale e d’urgenza diretta dal dottor Stefano Bonilauri. Ma che cos’è il morbo o malattia di Crohn? E perché interessa il colon e il retto? Quali sono i sintomi e le cause?
Che cos’è il morbo di Crohn?
Il morbo di Crohn è “una malattia infiammatoria cronica dell’intestino. L’infiammazione può colpire ogni parte dell’apparato gastrointestinale”, spiega l’Istituto superiore di sanità, ma solitamente “interessa l’ultimo tratto dell’intestino tenue (ileite) e/o il colon (ileocolite o colite). Colpisce tutto lo spessore della parete intestinale e può causare ferite e aderenze con altri tratti di intestino e/o con gli organi vicini. Se non è curata adeguatamente può alterare in maniera irreversibile le aree colpite”. Il morbo di Crohn si manifesta di solito tra i 20 e i 30 anni e dopo i 65 anni, ma può svilupparsi anche durante l’infanzia e l’adolescenza.
Morbo di Crohn, quali sono i sintomi
I sintomi più comuni causati dal morbo di Crohn sono: diarrea cronica, spesso notturna, dolore addominale, stanchezza e spossatezza, dimagrimento, presenza di sangue e muco nelle feci. “È una malattia che persiste nel tempo” ed è per questo che viene definita cronica “ed è caratterizzata da periodi in cui si manifestano disturbi più o meno intensi, alternati ad altri in cui i disturbi sono assenti o molto lievi. La frequenza delle riacutizzazioni e la durata dei periodi di remissione sono influenzati dalla cura della malattia che, in genere, è prescritta dai centri specializzati per le malattie infiammatorie croniche dell’intestino. Le persone malate, sottoponendosi a visite e controlli regolari, mantengono una buona qualità di vita lavorativa e sociale”.
Le cause della malattia
E quali sono le cause di questa patologia? Ad oggi non sono conosciute. Come spiega sempre l’Iss, “si ritiene che la malattia sia dovuta ad una anomala risposta del sistema immunitario contro i germi ‘buoni’ che normalmente sono presenti nell’intestino. La reazione è scatenata da fattori ambientali nelle persone geneticamente predisposte. Alla comparsa della malattia contribuirebbe, quindi, l’influenza reciproca fra i seguenti fattori: predisposizione genetica, alterazioni della reazione del sistema di difesa dell’organismo a livello intestinale, fattori ambientali come la dieta, infezioni intestinali avute in passato e l’abitudine al fumo, capaci di influenzare direttamente la risposta immunitaria e/o la flora batterica intestinale”. Tuttavia “non vi sono prove scientifiche che la malattia possa essere causata da un particolare tipo di alimentazione, anche se compare più frequentemente nei paesi industrializzati caratterizzati da una dieta cosiddetta “occidentale”.
Come si cura il morbo di Crohn
Ad oggi non esistono cure che permettano di guarire definitivamente il morbo di Crohn: “la terapia ha lo scopo di mantenere il più a lungo possibile i periodi senza disturbi (remissione) e alleviarli quando sono presenti, migliorare la qualità della vita ed evitare che si verifichino complicazioni. Nei bambini ha anche l’obiettivo di favorire la crescita e lo sviluppo normale dell’organismo”.
Siccome la malattia è diversa da persona a persona, la cura “deve essere adattata ad ogni individuo” poiché il morbo di Crohn “si manifesta in modo variabile e cambia nel corso del tempo, in base all’estensione, alla localizzazione e al tipo di lesioni, da un lato, e all’attività e alla gravità della malattia, dall’altro. La persona malata, di solito, è seguita da una squadra di specialisti in più discipline per gestire tutti gli aspetti della malattia e le sue eventuali complicazioni”. conclude l’Iss.