Vienna, 16 maggio 2026 – ‘Bangaranga’. Dico solo ‘Bangaranga’. Ma anche ‘Jalla’ e ‘Ferto’. Sono questi i veri vincitori di questo Eurovision Song Contest 2026: i tormentoni, quei ritornelli martellanti che ti invadono la testa e, come pensieri intrusivi, vi si accomodano per poi rispuntare quando meno te l’aspetti magari mentre fai la doccia o quando stai per andare a dormire. E, come spesso accade, le canzoni che affollano la mente non sono quelle candidate alla vittoria. Ecco che quindi Antigoni di Cipro con ‘Jalla’, pur non essendo particolarmente dotata vocalmente, si candida a popolare le playlist di Spotify di moltissimi appassionati eurovisivi di tutte le nazioni. ‘Jalla’, ma non solo. Anche ‘Ferto’ del Dargen D’Amico greco Akylas, complice un entusiasmo contagioso dei sostenitori ellenici a Vienna, è uno dei pochi brani che ci ritroveremo a cantare anche nelle prossime settimane. E poi lei. La canzone regina dei tormentoni dell’Eurovision Song Contest 2026: ‘Bangaranga’ di Dara della Bulgaria.

Dara della Bulgaria in gara all'Eurovision 2026 con 'Bangaranga'

Dara della Bulgaria in gara all’Eurovision 2026 con ‘Bangaranga’

Tutti questi brani hanno in comune una caratteristica: una sola parola ricorrente per una serie infinita di volte in tutto il testo e un ritmo che dire incalzante è poco. Interpretazioni vocalmente impeccabili? Assolutamente no, anzi. Akylas e Antigoni non hanno di certo voci melodiose. L’intonazione in molti passaggi va a farsi benedire, ma poco importa. Perché l’anatomia del tormentone è tale da non dover contemplare necessariamente un’intonazione perfetta. 

‘Jalla’ e ‘Ferto’ sono per l’Eurovision Song Contest 2026 i nuovi ‘Cha cha cha’ di Karija della Finlandia e ‘Rim tim tagi dim’ di Baby Lasagna delle passate edizioni, anche se in questi ultimi due casi c’erano intonazione e costruzione del brano. In ‘Espresso macchiato’ di Tommy Cash dell’Estonia, come nel resto dei brani in italiano dello stesso performer, la voce e il contenuto del testo non contano praticamente nulla. Eppure visualizzazioni e stream hanno raggiunto numeri vertiginosi. E poi? E poi il silenzio, citando la colonna sonora dell’anime ‘Ken il Guerriero’. Ma tanto basta per costruire un fenomeno temporaneamente redditizio. Obiettivo raggiunto.