Durante il The Android Show | I/O Edition di martedì scorso, Google ha presentato Gemini Intelligence, la suite che racchiude le funzionalità di intelligenza artificiale più avanzate del colosso di Mountain View e che debutterà, nel corso del 2026, sull’intero ecosistema Android.
Negli ultimi giorni, sono emersi i requisiti necessari affinché uno smartphone (o un tablet) Android sia compatibile con le potenzialità più avanzate di Gemini (che sfruttano all’unisono hardware e software): come facilmente ipotizzabile, le funzioni saranno disponibili solo sui dispositivi di fascia più alta; meno ipotizzabile, invece, un requisito che sembra far fuori tutti i flagship della precedente generazione. Scopriamo tutti i dettagli.
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I requisiti necessari per Gemini Intelligence
Gemini Intelligence è la “nuova frontiera” dell’intelligenza artificiale che Google sta per integrare sui dispositivi dell’ecosistema Android. Per quanto concerne gli smartphone, sono quattro le funzionalità annunciate:
Nella pagina dedicata a Gemini Intelligence sul portale di Android, Google ha inserito una nota a piè di pagina che spiega quali siano i requisiti necessari affinché un dispositivo Android possa supportare le funzioni IA più avanzate dell’azienda.
Requisiti necessari per supportare Gemini Intelligence:
Le funzionalità di Gemini Intelligence sono disponibili solo sui dispositivi Android con le capacità e i requisiti di specifica più avanzati:
- Modelli IA integrati
- Dispositivi con AI Core
- Modello Gemini Nano v3 o superiore
- Prestazioni multimediali avanzate
- Audio spaziale
- Low light
- HDR
- Gaming (annual GGI + driver updates)
- Almeno 12 GB di RAM
- SoC di fascia Flagship
- Superamento test di qualità con Android 17 e versioni successive
- Supporto software
- Cinque anni di aggiornamenti del sistema operativo
- AVF
- pKVM
- Sei anni di aggiornamenti di sicurezza (trimestrali)
È singolare il fatto che Gemini Intelligence richieda almeno 12 GB di RAM per funzionare, specie considerando che molti flagship offrono anche 16 GB di RAM (vedi i Pixel “Pro” delle ultime due generazioni).
Ciò apre alla concreta ipotesi che, a partire dalla seconda metà dell’anno, la prossima generazione di flagship abbia meno RAM di quella attuale: ad esempio, indiscrezioni (piuttosto insistenti) suggeriscono che Google sia costretta a ridurre il quantitativo di RAM sui Pixel 11 (a 8 GB sul modello “base” e a 12 GB sui modelli Pro) per non dover alzare troppo i prezzi.
A ogni modo, Google ha dichiarato che “le funzionalità di Gemini Intelligence verranno implementate gradualmente a partire dai più recenti smartphone Samsung Galaxy e Google Pixel quest’estate” e il debutto potrebbe avvenire con il lancio dei Samsung Galaxy Z Fold8 e Z Flip8.
Quali smartphone supporteranno Gemini Intelligence
Considerando che le specifiche tecniche richieste (SoC, supporto, RAM) sono supportate da praticamente tutti gli smartphone di fascia flagship più recenti, la vera discriminante per il supporto (o meno) a Gemini Intelligence sembra essere il modello Gemini Nano integrato nel dispositivo.
Questo dovrà essere almeno nella versione 3 (Gemini Nano v3 o superiore) e, di conseguenza, dando uno sguardo alla panoramica delle API ML Kit GenAI sul portale degli sviluppatori Android, scopriamo che la compatibilità sembra restringersi principalmente a smartphone lanciati nel 2026, eccezion fatta per i Google Pixel 10 e pochi altri modelli (come gli OPPO Find X9).
Va però precisato che le informazioni che vi riportiamo di seguito sono relative in maniera specifica al supporto dell’API Prompt di Gemini Nano e non al modello in sé, di conseguenza, potrebbero esserci differenze nella compatibilità finale. Non sappiamo, inoltre, se la mancanza di Nano v3 possa essere risolta tramite un aggiornamento software.
Dispositivi che integrano Gemini Nano v3
Di seguito riportiamo l’elenco dei dispositivi che integrano il modello Gemini Nano v3 e, di conseguenza, sembrano essere compatibili con Gemini Intelligence.
- Google: Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL, Pixel 10 Pro Fold
- HONOR: HONOR Magic 8 Pro
- iQOO: iQOO 15
- Motorola: Signature
- OnePlus: OnePlus 15, OnePlus 15R
- OPPO: Find X9, Find X9 Pro, Find X8, Find X8 Pro, Reno 14 Pro 5G, Reno 15 Pro 5G, Reno 15 Pro Mini 5G, Reno 15 Pro Max 5G
- Realme: realme GT 7T
- Samsung: Galaxy S26, Galaxy S26+, Galaxy S26 Ultra
- Vivo: vivo X200T, vivo X200, vivo X200 Pro, vivo X300, vivo X300 Pro
Dispositivi che integrano Gemini Nano v2
Di seguito riportiamo l’elenco dei dispositivi che integrano il modello Gemini Nano v2 e, di conseguenza, non risultano compatibili con Gemini Intelligence.
- Google: Pixel 9, Pixel 9 Pro, Pixel 9 Pro XL, Pixel 9 Pro Fold
- HONOR: Magic V5, Magic 7, Magic 7 Pro
- iQOO: iQOO 13
- Motorola: Razr 60 Ultra, Razr Ultra 2025
- OnePlus: OnePlus 13, OnePlus 13s
- OPPO: Find N5
- POCO: POCO F7 Ultra, POCO F8 Pro, POCO F8 Ultra, POCO X7 Pro, POCO X8 Pro
- Realme: realme GT 7 Pro
- Samsung: Galaxy Z Fold7, Galaxy Z TriFold
- Vivo: vivo X200 FE, vivo T4 Ultra
- Xiaomi: Xiaomi 14T Pro, Xiaomi 15, Xiaomi 15T, Xiaomi 15T Pro, Xiaomi 15 Ultra, Xiaomi 17, Xiaomi 17 Ultra, Xiaomi Pad Mini
Da questo elenco, invece, scopriamo che gli smartphone di punta del 2025, inclusi i Pixel 9 e i Samsung Galaxy Z dello scorso anno, includono la versione 2 del modello. Anche altri modelli che tecnicamente soddisfano i requisiti lato SoC, RAM e supporto, come Pixel 7 Pro e Pixel 8 Pro (e i Samsung Galaxy S25), restano fuori dai giochi e non sembrano destinati a ricevere Gemini Intelligence.
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