Il Papa ha approvato l’istituzione dell’organismo da parte del cardinale Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ne sarà coordinatore. La Commissione è composta anche da membri di altri Dicasteri e Accademie pontificie e faciliterà lo scambio di informazioni e progetti sull’IA, comprese “le politiche del suo utilizzo all’interno della Santa Sede”

Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

L’attenzione di Papa Leone XIV e della Santa Sede alle sfide poste dall’Intelligenza artificiale, tra potenzialità e rischi, si arricchisce di un nuovo tassello. Nasce infatti all’interno del Vaticano una Commissione Intedicasteriale sull’IA, mirata allo scambio di informazioni e progetti sul tema, “comprese le politiche del suo utilizzo all’interno della Santa Sede”. A stabilirlo è un rescritto firmato dal prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, il cardinale Michael Czerny, che – previa approvazione del Papa – istituisce l’organismo ai sensi dell’articolo 28 della costituzione apostolica Praedicate Evangelium, in base al quale un capo Dicastero può creare un’apposita Commissione interdicasteriale per trattare “affari di competenza mista” che richiedono “una consultazione reciproca e frequente”.

L’istituzione

E l’Intelligenza Artificiale – verso la quale da inizio pontificato Papa Leone ha mostrato grande interesse paragonando la rivoluzione da essa portata a quella industriale di inizio secolo – è certamente tematica e fenomeno che richiede “una consultazione reciproca e frequente”, a fronte del crescente sviluppo registrato negli ultimi decenni e – come si legge nel Rescriptum – delle “più recenti accelerazioni nel suo generale utilizzo”. Oltre a questo, sottolinea il documento, ci sono “i suoi potenziali effetti sull’essere umano e sull’umanità nel suo insieme” e “la preoccupazione della Chiesa per la dignità di ogni essere umano, soprattutto in relazione al suo sviluppo integrale”. Quella per cui nel gennaio 2025 i Dicasteri per la Dottrina della Fede e per la Cultura e l’Educazione avevano formulato l’importante documento Antiqua et Nova, nota sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e Intelligenza umana.

Il lavoro della Commissione

Con questi diversi imput si snoderà dunque il lavoro della Commissione Interdicasteriale, che sarà composta dai rappresentanti dei Dicasteri per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, per la Dottrina della Fede, per la Cultura e l’Educazione, per la Comunicazione, oltre a membri della Pontificia Accademia per la Vita, della Pontificia Accademia delle Scienze e della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

“Eventuali modifiche alla composizione della Commissione saranno sottoposte all’approvazione del Santo Padre”, si legge nel rescritto, in cui si spiega che sarà affidata al capo ente di ogni Istituzione la scelta del rappresentante da delegare per la Commissione. Ancora il documento riferisce che “il coordinamento della Commissione è affidato, per un anno, eventualmente rinnovabile, al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale”. Sarà poi il Papa in seguito ad affidare “il coordinamento a una delle Istituzioni partecipanti, sempre per il periodo di un anno”.

Spetta, invece, all’Istituzione coordinatrice “facilitare la collaborazione e lo scambio tra i membri del gruppo delle informazioni riguardanti le attività e i progetti concernenti l’Intelligenza Artificiale, comprese le politiche del suo utilizzo all’interno della Santa Sede, promuovendo dialogo, comunione e partecipazione”.

La Chiesa affronta le sfide

Una iniziativa che, per certi versi, ricorda la Commissione vaticana Covid-19, istituita da Papa Francesco nel marzo 2020, nel pieno della pandemia: anch’essa nata in seno al Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, anch’essa esprimeva la sollecitudine della Chiesa nell’affrontare una delle sfide di quest’epoca moderna. Sfida medica allora con ricadute su lavoro e società; sfida “virtuale” nel caso dell’IA con conseguenze che, come ha scritto Papa Leone nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, possono arrivare a toccare anche le corde dell’anima e della psiche della persona umana.