di
Marco Bonarrigo

L’ecuadoriano stacca tutti sui muri fermani e vince la seconda tappa personale del suo Giro

I «muri» fermani nell’ultima parte dell’ottava tappa del Giro d’Italia, la Chieti-Fermo, non hanno agitato la classifica ma di sicuro messo un po’ di piombo nelle gambe dei corridori alla vigilia del traguardo, questo sì destinato a far male a qualcuno, di Corno alle Scale. Ad uscire da trionfatori dalle Marche sono Jhonatan Narváez che ha vinto per la seconda volta dopo Cosenza e la sua Uae Emirates che pur avendo perso nella prima settimana tre corridori a causa della cadute è arrivata al terzo successo. Narváez ha animato una fuga da lontano staccando nel finale due norvegesi della Uno X Mobility, Andreas Leknessund, secondo a 32″ e Martin Tjøtta, terzo a 42″. Il sesto posto di Cristiano Scaroni ha permesso al bresciano di balzare dall’undicesimo al quarto posto in classifica generale a 4’18” dalla maglia rosa del portoghese Eulalio.

 La battaglia tra i big nel ripido finale è stata molto tattica, ma da espressioni facciali e posizionamento nel gruppo sono stati promossi proprio Eulalio e un tranquillissimo Jonas Vingegaard mentre qualche segnale di sofferenza (lasciando 2” al traguardo al favoritissimo Vingegaard) l’hanno espresso Felix Gall e Giulio Pellizzari, entrambi con ambizioni di podio. Della nona tappa da Cervia a Corno alle Scale preoccupa soprattutto l’ascesa finale al Rifugio Cavone, suddivisa in due tratti separati da un falsopiano. Da Silla a Querciola sono 11 chilometri al 4,3% con uno strappo al 15% a metà ascesa, della porzione tra Vidiciatico al Rifugio (11 km al 6%) preoccupano soprattutto gli ultimi tre chilometri al 10% fisso con punte del 15%: l’ideale per lanciare un attacco da parte del Vingegaard della situazione. 




















































16 maggio 2026 ( modifica il 16 maggio 2026 | 18:25)