Per questa prova, la flotta robotica composta da Bob, Gary, Frank e Rose doveva avere dei turni di 8 ore. Ma la startup ha deciso di far proseguire il lavoro degli automi dalla forma umana
Se volevano generare stupore, ci sono riusciti. Guardare Bob lavorare in fabbrica, mentre smista pacchi rossi, lilla, neri e gialli su un nastro trasportatore, ha qualcosa di affascinante e inquietante al tempo stesso. Non si tratta di una persona, ma di un robot umanoide, modello Figure 03. La versione prende il nome dall’azienda produttrice statunitense che ora si è lanciata in un esperimento curioso: mettere alla prova una flotta dei suoi robot in una “catena di montaggio” (e questo per loro non è una novità, come avevamo raccontato in questo articolo) e farli lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette. Anzi, l’obiettivo iniziale era “solo” quello di affrontare un classico turno in fabbrica di 8 ore, solo dopo è stato prolungato (indefinitivamente). Il tutto monitorato costantemente da una telecamera che trasmette in diretta streaming il lavoro di Bob e dei suoi compagni.
Nel momento in cui scriviamo, la diretta ha appena superato le 46ore e i pacchi smistati (cioè messi in modo che il codice a barre sia leggibile per la macchina alla fine del rullo) sono oltre 58 mila. E gli spettatori — novelli umarell del terzo millennio, sempre pronti a osservare — non sono mai meno di 2.000. Per star dietro ai ritmi della fabbrica, i Figure 03 lavorano senza sosta con l’aiuto di Helix, il modello proprietario di intelligenza artificiale (ne avevamo parlato per la prima volta qui) che gira direttamente sul “dispositivo” (e dunque non in cloud) e che consente al robot non solo di agire sull’ambiente che lo circonda, ma anche di coordinarsi con i suoi simili.
Quando la batteria di Bob starà per scaricarsi, infatti, il robot andrà autonomamente in una stazione di ricarica e un altro interverrà al suo posto per smistare pacchi (per i più curiosi, tornando indietro nella diretta fino a 34:17:30, si vede il robot Gary scaricarsi pian piano e venir sostituito da Bob). In maniera simile, se dovesse avvenire un guasto di sistema, l’androide può autodiagnosticarsi per poi spostarsi in un’area di manutenzione, richiedendo a un suo simile di sostituirlo sul rullo.
Non sono mancati i momenti curiosi durante la diretta streaming. Come il momento in cui un altro androide si è bloccato nel bel mezzo del lavoro. Con la testa rivolta in avanti (invece che china sul nastro trasportatore) e le mani in avanti come se fossero poggiate su un manubrio, secondo alcuni utenti il robot è stato beccato a fantasticare a “occhi aperti” sul luogo di lavoro come un qualsiasi dipendente di un’azienda. Altri invece ipotizzano — e non è la prima volta che viene avanzata un’idea simile per i robot umanoidi, citofonare casa Optimus per conferme — che l’androide sia teleguidato da un operatore (ma il ceo Brett Adcock nega) .
Come al solito, non sono mancate neppure le critiche, in particolare sull’uso dei robot umanoidi nel contesto delle fabbriche. Innanzitutto perché una figura umanoide non significa per forza più efficienza nel contesto industriale. In secondo luogo perché nelle fabbriche i sistemi di smistamento automatico esistono già da tempo e hanno la forma (meno emozionante) di bracci fissi e scanner a nastro e altri dispositivi non-umanoidi. Perché quindi puntare tutto sull’androide con due braccia e due gambe?
Ma l’azienda ha ribadito di avere puntato sulla versatilità. Avere un robot umanoide, infatti, ddovrebbe permettere all’azienda (o ai clienti che li usano) di riprogrammare l’androide per nuovi compiti senza dovere cambiare la parte “hardware”. Insomma, oggi a smistare pacchi, domani a svuotare la lavastoviglie.
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15 maggio 2026 ( modifica il 15 maggio 2026 | 17:21)
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