Woody Allen continua a essere uno degli autori più prolifici e riconoscibili della storia del cinema, e il suo ultimo film, Coup de chance- Un Colpo di Fortuna arrivato ora su RaiPlay dopo il passaggio televisivo su Rai 3, rappresenta un’opera particolarmente significativa nella lunga carriera del regista americano.
Non soltanto perché segna il suo ritorno a un thriller sentimentale intriso di ossessioni, destino e tradimenti, ma anche perché il film ha stabilito due traguardi simbolici importantissimi per Allen: è infatti il suo cinquantunesimo lungometraggio da regista e la prima pellicola da lui girata interamente in francese.
Girato completamente a Parigi con un cast francese, Un colpo di fortuna dimostra ancora una volta quanto Allen riesca a muoversi con naturalezza dentro territori narrativi che conosce profondamente. Il regista di Annie Hall, Manhattan e Match Point torna infatti a raccontare relazioni fragili, passioni incontrollabili e coincidenze capaci di cambiare il destino delle persone nel giro di pochi istanti.
La protagonista è Fanny, interpretata da Lou de Laâge, una donna apparentemente felice accanto al marito Jean, volto elegante e ambiguo interpretato da Melvil Poupaud, la loro sembra una vita perfetta, immersa nel lusso dei quartieri più raffinati di Parigi, almeno fino a quando Fanny incontra casualmente Alain, un ex compagno di liceo interpretato da Niels Schneider, che le confessa di essere stato innamorato di lei per tutta la vita.
Da quell’incontro apparentemente innocente nasce lentamente una relazione extraconiugale che finisce per incrinare gli equilibri della coppia. Allen costruisce la vicenda con il ritmo di un thriller psicologico elegante e sottile, dove ogni gesto, ogni coincidenza e ogni sospetto diventano elementi fondamentali nella spirale narrativa che conduce il film verso un finale sempre più oscuro e imprevedibile.
Il titolo originale, Coup de chance, tradotto letteralmente come “colpo di fortuna”, sintetizza perfettamente il cuore dell’opera, il caso torna infatti a essere il vero motore del racconto, proprio come accadeva in film amatissimi della filmografia alleniana come Crimini e misfatti o Blue Jasmine. Basta un incontro casuale, una scelta impulsiva o una piccola bugia per alterare completamente il corso delle vite dei protagonisti.
Dal punto di vista visivo, Allen si affida ancora una volta al talento del grande direttore della fotografia Vittorio Storaro, collaboratore storico del regista negli ultimi anni, che regala immagini eleganti e raffinate, capaci di esaltare tanto i volti quanto gli ambienti parigini.
Dietro la leggerezza apparente della messa in scena, Un colpo di fortuna ( dove puoi leggere la spiegazione del finale se hai visto il film ) è anche una riflessione sul desiderio, sulle responsabilità morali e sull’imprevedibilità della vita. Allen osserva i suoi personaggi senza giudicarli apertamente, lasciando allo spettatore il compito di interrogarsi sulle conseguenze delle loro azioni e sul confine sempre più sottile tra colpa e casualità.