Jhonatan Narváez della UAE Team Emirates–XRG ha dominato i muri fermani e conquistato la tappa del 16 maggio del Giro d’Italia 2026.

L’ecuadoriano ha saputo approfittare della fuga, insieme al compagno di squadra Mikkel Bjerg a supportarlo, e il terzo incomodo della Uno-X Mobility, Andreas Leknessung, che è giunto secondo.

 Il finale marchigiano è stato il vero protagonista della tappa: l’ultima parte, nervosa e selettiva, caratterizzato da continui strappi e tratti tecnici, ha visto le squadre degli uomini di classifica correre sempre davanti al gruppo, per evitare rischi e possibili distacchi. 

Il gruppo maglia rosa è rimasto compatto nei momenti decisivi, senza grandi attacchi tra i favoriti della generale, ma con alta tensione sul posizionamento. Nessun ribaltamento in classifica: Afondo Eulálio rimane leader della generale, mentre Jonas Vingegaard ha difeso la maglia azzurra dei GPM.

Com’è andata la tappa di oggi

Inizio agitato per la tappa 8, dove anche Giulio Ciccone (Lidl Trek) prova a scappare, approfittando della fase iniziale adatta alla fuga. Tuttavia sono altri due italiani a prendere il largo: Alberto Bettiol (XDS Astana) e Filippo Ganna (Netcompany INEOS), pur disturbati dal vento contrario, tirano fuori le loro abilità di cronomen, andando a tutta per i primi 30 km con una media di 53 km/h.

Dietro, il gruppo ha una velocità altrettanto folle, per cui i fuggitivi non riescono ad avvantaggiarsi oltre la ventina di secondi e dopo 40 km, vengono ripresi, quando mancano 102 km all’arrivo.

Da quel momento in poi le potenziali fuge vengono presto chiuse dal gruppo, anche a causa della crescente intensità del vento in direzione contraria, che spegne le gambe dei più coraggiosi. È uno stop and go continuo, a volte di pochi, altre di una decina di uomini, ma con il gruppo che puntualmente si rialza per riassorbire ogni tentativo. Sono soprattutto Netcompany INEOS e Lidl Trek a rendere il pelotón sempre reattivo.

Intorno al -75km si rompe il gruppo in due. In quello di testa è subito un uomo della Visma | Lease a Bike a tirare: ci sono infatti Jonas Vingegaard con altri compagni di squadra, ma anche la maglia rosa Afonso Eulálio (Bahrain Victorious), Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale Team),  Giulio Pellizzari e Jay Hindley (Red Bull–BORA–hansgrohe), e Michael Storer (Tudor Pro Cycling). Tutti gli uomini di classifica nel gruppo davanti, mentre tre uomini prendono un leggero vantaggio e la testa della corsa. Due terzi sono UAE Team Emirates–XRG: c’è Bjerg ma anche Narváez, che ha già una tappa in tasca. Il terzo è il norvegese Andreas Leknessung (Uno-X Mobility).

Intanto le raffiche di vento si fanno violentissime, frammentando ulteriormente il gruppo.

Cosa è successo negli ultimi km della tappa del 16 maggio · Giro 2026

Quella che arriva a Cupra Marittima è la fuga buona. Dopo i tre battistrada, il gruppo di inseguitori conta una ventina di corridori, con gli Unibets Rose Rockets a guidare il contrattacco e un ritardo di circa un minuto, mentre il gruppo insegue a circa 1:20.

Arriva la prima delle sette salite finali, Montefiore dell’Aso, l’unico GPM di terza categoria di oggi (gli altri saranno di quarta), che permette di ricompattare il gruppo, con Visma | Lease a Bike, Bahrain Victorius e Red Bull–BORA–hansgrohe in prima linea a chiudere ulteriori attacchi. Non cambia molto sulla salita successiva, quella di Monterubbiano, dove il gruppo lascia scappare alcuni uomini, data l’assenza tra loro di nomi pesanti, che vanno a rinfoltire gli inseguitori dei battistrada. 

Il pelotón entra a Fermo con questa dinamica, mentre Javier Romo (Movistar) prova a staccarsi dai contrattaccanti per provare ad agganciare i fuggitivi, ma affrontare da solo il Muro del Ferro (540 metri all’11%) non gli permette di chiudere l’azione, quando mancano quasi 12 km all’arrivo e 470 m di dislivello positivo.

Da Capodarco si accende il finale di tappa. L’iconico curvone in salita apre le danze del famosissimo muro, ci sarà la discesa e poi sarà la volta di quello di via Reputolo, con 800 metri al 22%, lo scollinamento, il falsopiano e l’ultimo km di nuovo all’insù, con la salita del Duomo.

È Narváez a scattare, supportato da un grandissimo Bjerg, mentre Leknessung cerca di difendersi come può. L’ecuadoriano guadagna anche in discesa, arrivando al Muro di Reputolo ancora in testa, con un vantaggio di una quindicina di secondi e una folla assiepata a bordo strada a spingere virtualmente i pedali. Intanto in zona gruppo Vingegaard piazza Victor Campenaerts a tirare. Ma a due km dalla conclusione per il gruppo Eulálio prova ad attaccare.

Nel centro storico di Fermo è Narváez a involarsi in solitaria e a prendersi la seconda vittoria di questo Giro, la quarta in carriera nella corsa rosa.

Lo sprint finale del gruppo vede Vingegaard e Hindley guadagnare due secondi sugli altri capitani, segnando, rispettivamente 03:15 e 04:23 dalla maglia rosa. Dopo la tappa di oggi, è Christian Scaroni (XDS Astana Team) il miglior italiano in GC, a 04:18 da Eulálio, mentre Giulio Pellizzari (Red Bull–BORA–hansgrohe) accumula 04:28 di ritardo.