“Ero a metà tra di qua e di là, di là c’era il diavolo che tirava, di qua c’erano per fortuna tre cardiochirurghi molto bravi. La cosa fondamentale è che non ho visto tunnel con luci alla fine”. Roberto Vecchioni torna in tv e parla del malore che lo ha colpito nei mesi scorsi, quando un problema di salute lo aveva costretto a fermarsi e a interrompere la tournée “Tra il silenzio e il tuono”.

Ospite a “In altre parole” su La 7 nella puntata di sabato 16 maggio, il cantautore descrive il momento in cui si è sentito male, coinciso con la visione di una partita della sua amata squadra del cuore: “È cominciato sulla sconfitta dell’Inter con l’Atletico. Lì mi è scattata l’umanità debole di qualsiasi uomo, son stato male senza accorgermene, a un certo punto mi son fermato come uno stoccafisso e ho detto: ‘E adesso che faccio?‘, non si muoveva più niente…”.

Quindi il risveglio confuso: “Quando ho aperto gli occhi ho visto una bella infermiera e mi sono detto: ‘Ma sono già in Paradiso?’ Sei la Madonna?, e lei mi ha risposto: ‘Se vuole sono anche la Madonna’, ma lei non risponderebbe mai così e allora ho capito che ero vivo”. A Massimo Gramellini, Vecchioni confida: “Sono cose che capitano e servono. Come ho reagito in ospedale? Benissimo, anche perché sono stato 4 ore addormentato. Non volevo vedere nessuno, è una cosa giusta e normale. Mi vergognavo a farmi vedere come non ero, non saper parlare e muovermi come sono solito fare, e poi dover spiegare a tutti perché è successo. Allora ho chiesto a giornali e giornalisti di non parlarne”. Quanto accaduto ha avuto anche un risvolto positivo sulla sua vita: “Mi sento molto meglio di prima anche perché ho smesso di fumare da 4 mesi e mangio un po’ di più. Se ne è andato l’ultimo vizio della mia vita” scherza nel programma di La 7.

L’artista, che ammette come per tre mesi non abbia scritto nulla, “né canzoni né niente”, non nasconde di avere avuto paura della morte: “Ho avuto tanta paura, l’unico momento in cui mi sono svegliato durante il coma e ho visto l’infermiera ho chiesto: ‘Ma io sto morendo?’ e lei mi ha risposto: ‘Tutti dobbiamo morire’”. A vincere è stata però la vita, anche quella vissuta “nei momenti di addormentamento medico”. A tal proposito il cantautore fa sapere: “Vedevo delle cose bellissime, la cosa più bella è che intorno a me c’era gente felice e mi diceva: ‘Siamo con te, siamo tutti insieme’. C’era gente di tutti i tipi, anche pagliacci, meccanici, gente del passato, tutta l’umanità che diceva: ‘Come è bello vivere insieme’”.