Il croato, ex coach di Federer, e l’ammirazione per Jannik: “Forza mentale speciale e livello di gioco sempre al top. E non sta soffrendo l’assenza di Alcaraz, anzi la sta sfruttando molto bene”

Ivan Ljubicic è stato numero 3 al mondo, ha allenato Roger Federer e ora è talent per Sky. Sul campo da tennis ha visto fragorose cadute e straordinarie rinascite. Cose da campioni, come Jannik Sinner, che contro Medvedev era sull’orlo del ko e invece oggi alle 17 giocherà la finale degli Internazionali sfidando Casper Ruud.

Ivan, Sinner è riuscito ancora una volta a stupire.

“Sì, ha trovato il modo di risorgere, di ritrovare le energie in un momento di estrema difficoltà. Medvedev è un giocatore che ti fa correre tanto, è stato un match molto fisico ma alla fine Jannik, con la sua esperienza e la sua forza mentale ha cambiato il match con il decisivo break nel terzo set”.

Una capacità di cambiare il destino che solo i grandi campioni hanno…

“La mente può influire sul corpo, sia in positivo che in negativo: più c’è pressione, più il fisico va sotto stress e consuma molta più energia del normale. Per quello che in allenamento i crampi non vengono mai…”.

Possiamo dire quindi che anche Jannik è umano e soffre la pressione?

“Ma sì, tutti soffrono la pressione, quello è normalissimo per un tennista. Però i campioni la gestiscono meglio degli altri, però la tensione in una partita ci deve essere perché altrimenti non puoi esprimerti al massimo. L’adrenalina serve per riuscire a mettere in campo grandi prestazioni”.

ROME, ITALY - MAY 16: Jannik Sinner of Italy plays a backhand against Daniil Medvedev during their Men's Singles Semi-final match on Day Twelve of the Internazionali BNL D'Italia 2026 at Foro Italico on May 16, 2026 in Rome, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)

Tornare in campo per giocare così poco, quanto è difficile?

“Non è semplice, si tratta di una situazione molto particolare. Non dormi, e lo so perché a me è successo un paio di volte. E poi sai che non puoi sbagliare. Sul 4-2 al terzo, vantaggio, sai bene che se inizi male è finita. Ci vogliono un’attenzione e una concentrazione particolari”.

Pensa che l’interruzione abbia favorito Sinner?

“Io credo che l’altra sera, quando la pioggia ha stravolto i piani, volessero continuare tutti e due. Jannik perché aveva ritrovato il momentum e Medvedev perché sentiva di poterla vincere. Quindi tutti e due sono andati a letto piuttosto soddisfatti. Andare a dormire con il break avanti però ti fa stare un po’ più sereno”.

Cosa ci dobbiamo aspettare dalla finale con Ruud?

“Casper ha un tennis che dà meno fastidio a Jannik. Gioca a un’altra velocità e permette a Sinner di comandare. È lui che controlla l’esito della partita. Per questo non ha ancora perso un set contro Ruud. Però è vero che in una finale può succedere di tutto e bisogna stare attenti e non rilassarsi”.

Una finale di peso, a 50 anni dal titolo di Panatta, in casa: che match sarà per il n.1?

“Non sarà una partita qualsiasi. La ricorrenza dei 50 anni, l’ultimo Masters 1000 che manca alla collezione. In più si gioca in Italia e se è vero che ha già vinto a Torino, gli Internazionali d’Italia a Roma sono una cosa storica e so che Jannik ci tiene tantissimo. Questo ultimo sprint potrebbe portargli un pizzico di tensione in più”.

È un Sinner inesauribile, gioca da settimane senza sosta: riuscirà a recuperare per il Roland Garros?

“Si può recuperare, sicuramente. Poi la squadra dovrà capire come. Sarebbe anche importante non trovare un giocatore forte senza testa di serie all’inizio, perché magari giocare 5 set al primo turno non sarebbe il massimo… Però lui ha talmente tanta esperienza ormai che sono sicuro che gestirà qualsiasi difficoltà gli si presenti”.

Jannik non pare soffrire l’assenza di Alcaraz, anzi la sfrutta bene

Ivan Ljubicic

Cosa le è piaciuto di più di questo Jannik terraiolo?

“Mi è piaciuto come usa il dritto. È un colpo un po’ sottovalutato. Spesso si parla del miglioramento del servizio, il rovescio lo conosciamo, però il dritto è un colpo micidiale perché riesce sia ad alzare la traiettoria sia a spingere. È un colpo molto completo con cui fa la differenza, e i buchi per terra…”.

Senza Alcaraz a Sinner manca il rivale numero 1…

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“Quando Jannik era fuori, Alcaraz è un po’ più emotivo e non è riuscito a esprimersi. Quest’anno invece Jannik senza di lui vince tutto. Non mi sembra che soffra l’assenza di Alcaraz, anzi credo che la stia sfruttando molto bene. Sinner è più concreto come giocatore, tiene il livello molto alto e questo è un problema per tutti gli altri”.