Valeria Zanchetta, presidente di Cna Pensionati di Rovigo, fa il punto su attività da portare avanti per rispondere alle esigenze di pensionati e cittadinanza.
“Sono in Cna dal 1987 e devo dire che il mio impegno imprenditoriale e sindacale è sempre stato al massimo. Negli anni mi hanno chiesto la disponibilità a ricoprire diversi incarichi e ho accettato e devo dire che sono stati di grande soddisfazione e tutti mi hanno dato qualcosa”.
E spiega: “Quando ho accettato di candidarmi, per il primo mandato da presidente di Cna pensionati della provincia di Rovigo, e poi ancora riproposta per il secondo mandato, che ha preso l’avvio nel secondo semestre del 2025, ero ben consapevole che i problemi da affrontare sarebbero stati molti e nessuno di facile soluzione. Ma il mio carattere mi spinge ad affrontare complessità e difficoltà del compito e sono state la spinta che mi ha fatto decidere”.
Sulle problematiche da approntare Zanchetta specifica che “tra i temi riferiti alle necessità e alle richieste che provengono dai miei associati e anche dai loro familiari, ci sono quelli della previdenza, dell’assistenza e della sanità in generale, che sono alla base del nostro lavoro, e qui cito tre situazioni distinte e che sono di interesse immediato e che influiscono il vivere quotidiano della terza e della quarta età”. Ed elenca: “La prima riguarda le liste di attesa per esami e visite specialistiche. Un tema che angoscia le persone purtroppo di tutte le età ma soprattutto la categoria pensionati. L’allungamento della vita comporta un innalzamento di malattie e cronicità, e quindi la necessità per gli anziani di avere un rapporto più veloce e semplice da parte della sanità pubblica. So che chi può finanziariamente si rivolge alla sanità privata e qui si profila un altro problema: tanti nella loro solitudine relazionale e povertà finanziaria rinunciano alle cure. Vorrei sperare che la rivoluzione che gli Ats di prossima realizzazione apporteranno nel nostro territorio, permettano alla popolazione di avere un approccio più rispondente alle richieste socio sanitarie vedi Case di comunità e ospedali di comunità, soprattutto per i non autosufficienti e le loro famiglie”.
Zanchetta aggiunge che “in Regione Veneto è in discussione la legge a sostegno dei caregiver, una attenzione e un riconoscimento per chi è vicino in senso lato alle persone che sole non potrebbero continuare a vivere dignitosamente. Dicevo delle case di comunità, altro tema da presidiare, affinché da costruzioni in muratura costruite con le risorse del Pnrr vengano dotate di personale e mezzi diagnostici al fine di fornire i servizi sociosanitari come legiferato con la legge regionale del 9 aprile 2024”. Zanchetta continua: “Voglio infine citare un argomento sul quale vorrei puntare: il disagio che per molti anziani è rappresentato dalla scarsa dimestichezza con i mezzi informatici. Molti faticano a districarsi perché mancano le competenze di base, ma Cna Pensionati con la propria attività informativa e formativa prosegue nell’alleviare queste difficoltà (già lo abbiamo fatto e continueremo a farlo), proponendo percorsi formativi, con il duplice scopo di trasferire competenze e creare occasioni di socializzazione”.
E ancora: “Per essere all’altezza di sfide che nei prossimi anni diventeranno sempre più ardue, quali la realizzazione di un nuovo modello di protezione sociale e la difesa del potere di acquisto delle pensioni, Cna Pensionati può diventare il vero motore per raggiungere l’obiettivo: quello di Cna forza sociale, e per arrivarci è necessaria una maggiore partecipazione e sempre maggiori attenzioni e competenze. Per incentivare tutto questo sarà necessaria una puntuale e capillare comunicazione, al nostro interno e verso l’esterno. Obiettivo imprescindibile è quello di risolvere i problemi: mezzo più sicuro per fidelizzare le persone e renderle partecipi del lavoro che abbiamo da svolgere”.
E infine: “Non ci sottraiamo poi al confronto con la politica, Cna è fin dalle origini un’associazione abituata a confrontarsi su istanze e progettualità concrete. La nostra forza sta nella consapevolezza che possiamo presentarci e abbiamo anche gli strumenti di pressione, rappresentati innanzitutto da migliaia di pensionati, che fanno riferimento al Cupla (il coordinamento dei pensionati da lavoro autonomo di cui fa parte Cna Pensionati). E per quanto riguarda l’aspetto emotivo, la nostalgia del passato della nostra vita dico che dobbiamo progettare il futuro, ogni giorno, ed essere consapevoli di ciò che siamo e di ciò che rappresentiamo. Oggi un anziano è in genere più informato e meno isolato che in altri tempi. I pensionati sono la memoria di ciò che è stato, e proprio per questo possono rappresentare la forza che supporta le nuove generazioni, attraverso la trasmissione di competenze ed esperienze, internet e IA da sole non bastano. Il concetto di ‘invecchiamento attivo’, secondo me, comprende soprattutto questo, guardare avanti, senza cancellare quello che è stato. L’invecchiamento attivo però è subordinato al benessere, cioè a una condizione sociale, fisica ed emozionale che si può, se non raggiungere nella sua interezza, almeno avvicinare con la partecipazione, evitando l’isolamento. Cna Pensionati può fornire l’ambiente e le motivazioni per ‘restare in gioco’, attraverso molteplici attività, politiche, sociali, culturali, e anche ludiche, in compagnia di altre persone, costantemente impegnate e con la voglia di coinvolgere gli altri”.