A Cuba il cazelorazo toglie il sonno da cinque giorni a una buona parte degli abitanti delle principali città. Gli altri cubani sono per strada, a protestare contro il regime e a battere mestoli di legno e metallo contro pentole vuote (appunto, il cazerolazo). I blackout sono all’ordine del giorno, il carburante ormai è raro come l’oro e anche la carenza di acqua inizia a farsi sentire. Nel bel mezzo di una vera e propria crisi, iniziata con la cattura del presidente venezuelano e stretto alleato Nicolas Maduro, il governo dell’Avana avrebbe acquistato 300 droni militari. E avrebbe iniziato, secondo Axios, a discutere della possibilità di usarli per attaccare la base statunitense di Guantanamo Bay, navi militari statunitensi e, forse, anche Key West in Florida.