Alla New Balance Arena vince il Bologna ma sorride la Dea. Nonostante la sconfitta, i padroni di casa sono matematicamente settimi
L’Atalanta va in Conference League ed è la nona stagione nelle ultime dieci in cui la Dea aggiorna il passaporto. Il Bologna, invece, dall’Europa rimane aritmeticamente fuori dopo due anni: doveva vincere con tre gol di scarto (per poi vincere l’ultima), c’ha provato più volte con Rowe e Castro, ha timbrato con Orsolini il gol-vittoria (Orso che per il quarto anno di fila va in doppia cifra) ma c’è che alla fine è stato sostanzialmente Carnesecchi ad aver mantenuto in continente l’Atalanta con parate – soprattutto nel primo tempo – su Rowe e Castro mentre Skorupski ha avuto a che fare giusto nel finale con una mezza fuga di Krstovic. Italiano vince e Palladino molto probabilmente saluterà Bergamo lasciando la Conference League: l’impressione è stata comunque quella di una gara piena di rimpianti per le occasioni fallite durante tutto l’arco della stagione.
carnesecchi impera—
Per l’atto decisivo in vista Conference, Palladino recupera Scalvini e per il resto ci sono i “soliti” noti De Ketelaere e Raspadori a spalleggiare Krstovic, con dietro Ederson e De Roon garanti di tutto; Italiano sceglie la formazione annunciata, il tridente è formato da Bernardeschi, Castro e Rowe con Orsolini inizialmente in panchina e Skorupski nuovamente in porta dopo due mesi (si era infortunato a Reggio Emilia il 15 marzo). L’inizio è un gioco delle coppie, perché ogni uomo ha il proprio e le consegne sono precise: il Bologna cerca la riaggressione immediata cercando di soffocare ogni idea della Dea che arriva a fare qualcosa di percettibile al 18’, ci sono Krstovic che ci prova e Skorupski che neutralizza tutto. Venti minuti di gioco: poca roba se non per tre calci d’angolo guadagnati dal Bologna e un rigore chiesto da Bernardeschi su contrasto di De Ketelaere: giusto non assegnare il penalty, troppo poco… Al 33’, Rowe – dopo una ancata ricevuta da Ederson, si accende: conclusione da fuori, però più da “zero a zero” che no. Al 39’ c’è la replica: Carnesecchi ci mette la manona sul diagonale dell’inglese dopo fiammata di Bernardeschi. Insomma, i decibel del primo tempo si sono alzati quando l’inglese ha cercato gloria e il portiere della Dea gli ha placato il decollo. Tutto qua, sostanzialmente, salvo poi un colpo di Castro al 46’ che si gira perfettamente in area: e anche lì c’è Carnesecchi, impeccabile.
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orso poker—
Ripresa, e Rowe chiede un rigore perché la sfida con Carnesecchi si rinnova: la sensazione dell’arbitro Perenzoni (sesta gara in A) è che sia proprio l’inglese ad andare a tamponare il portiere della Dea a tal punto da non prendere, nel primo impatto, il pallone. Il dubbio resta. Attorno al 20’, tre cambi fa Palladino (dentro Sulemana, Pasalic per De Roon e Musah) e tre ne fa Italiano che infila Orsolini, Dallinga e Moro. Il pericolo più vivo, su fuga e cross di Zappacosta, è un colpo di testa di Sulemana: Skorupski, minuto 30, c’è e osserva il colpo fuori dal proprio palo destro. Al 32’, ecco Orso: per la quarta stagione di fila arriva in doppia cifra (come Di Vaio), Pasalic guarda, Rowe calcia una punizione perfetta sul secondo palo ed è 0-1. L’Atalanta non riceve dividendi dai propri cambi, Skorupski intercetta Krstovic con una paratona, Italiano ha trovato Orsolini e un Rowe sempre dentro la gara ma non è bastato per restare in Europa. In settimana, nel giro di tre giorni, l’incontro fra Bologna e il tecnico: patti chiari e si vedrà.
la sfida —
Ultima in casa per l’Atalanta, di fatto certa del settimo posto che varrebbe la Conference League. In linea teorica però il Bologna vincendo a Bergamo con tre gol di scarto e ripetendosi poi all’ultima contro l’Inter potrebbe superare proprio la Dea, che però dovrebbe perdere tra una settimana a Firenze. Nell’Atalanta assente Hien, per squalifica, oltre agli infortunati Bernasconi, Djimsiti, Kossounou, Scalvini. Bologna privo dello squalificato Lucumì e degli infortunati Casale e Cambiaghi.
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