di
Gaia Piccardi

Il numero uno al mondo non avrà tempo di staccare dopo il trionfo agli Internazionali. Tirerà il fiato dai genitori, ma lo sbarco a Parigi sarà imminente

E adesso? Tre giorni con mamma e papà. «Zero tennis, stacco totale. Voglio solo stare con loro». Poi, da giovedì sarà a Parigi: «Il Roland Garros era e resta il mio obiettivo stagionale». L’ultimo Major che gli manca per fare il Grande Slam della carriera a 24 anni. Sedersi sugli allori, anche se quegli allori sono gli Internazionali d’Italia riportati a casa dieci lustri dopo Panatta e l’anno dopo l’impresa di Jasmine Paolini nel femminile, non fa parte del codice di comportamento di Sinner. Il numero uno del mondo, grazie a Roma salito a 14.700 punti nella classifica mondiale (+2740 su Alcaraz fermo ai box), ha l’agenda piena almeno fino a Wimbledon, dove è chiamato a riconfermarsi. Tra Parigi e Londra non giocherà tornei. Dopo l’erba, e prima della tournée americana (che potrebbe iniziare in Canada ma è da verificare più sotto data), è previsto un lungo riposo, inclusi due giorni (24-25 luglio) sulla nave da crociera di cui è ambassador.

Il secondo re di Roma nell’era Open è una macchina da tennis che non lascia nulla al caso. Ma Jannik si conferma uomo dai due volti: serissimo sul lavoro, buffo e divertente appena si è annesso il match point e può rilassarsi un attimo. «Con il presidente Mattarella non avevo iniziato con il piede giusto…» ha ricordato. Allude a quel discorso al Quirinale avanzando a braccio tra qualche risata di troppo con gli azzurri di Davis: correva il febbraio 2024, a ridosso del primo trionfo Slam in Australia. C’era quella gaffe istituzionale da farsi perdonare, più l’assenza in occasione dell’invito dell’anno successivo, che al Quirinale non era passata inosservata. Missione compiuta. Ieri, durante la premiazione, Jannik è stato buffo, a tratti simpaticamente goffo, sinceramente impacciato come ogni volta che è portato fuori dalla comfort zone: il campo. 



















































E intrattenersi con il presidente sotto gli occhi di diecimila persone («È sempre tanto emozionante dialogare con lui»), con il n.1 della Fitp Angelo Binaghi da una parte e Adriano Panatta dall’altra, per Sinner non è affare da tutti i giorni. Uscendo dal centrale, con un gesto irrituale ma spontaneo, Mattarella ha stretto la mano anche ai genitori. Sinner è più a suo agio con Panatta, lì il terreno è comune: «È stato simpatico, io lo conosco abbastanza poco ma mi ha detto che verrà anche a Parigi e spero di rivederlo là». Vorrebbe dire che il sogno del 2026 è realizzato: il campione del ‘76, infatti, premierà il vincitore al Bois de Boulogne. Ma anche con Adriano ha preso un piccolo granchio: «Non posso dire che ti ho visto vincere qua perché io ero troppo giovane per ricordarmelo (Jannik è nato nel 2001, ndr) e i miei genitori forse non si conoscevano neanche». Poi, come per scusarsi: «Sono sempre molto emozionato quando c’è il signor Mattarella…». Ma quel che conta è accaduto: «Abbiamo riportato a casa questo trofeo dopo cinquant’anni». Sotto il ciuffo, ha sorriso anche Adriano.

Si concludono le sinneriadi romane, non la stagione del più forte italiano di tutti i tempi, già strepitosa fin qui. Piovono i complimenti social di Djokovic, Alcaraz, di quasi tutto lo sport italiano, che ormai riconosce nel ragazzo altoatesino con la testa da adulto sotto i ricci rossi un leader. Ed è probabile che il meglio debba ancora arrivare.

18 maggio 2026 ( modifica il 18 maggio 2026 | 08:25)