È il secondo inglese a vincere il Wanamaker Trophy. L’etica del lavoro, i genitori e la moglie golfista. E quella maglia della Ferrari con cui giocava nei tornei


Matteo Dore

Giornalista

18 maggio 2026 (modifica alle 09:26) – MILANO

Sognava di diventare un pilota di Formula 1, si è “accontentato” di vincere un Major di golf, il Pga Championship. Aaron Rai, 31 anni, inglese, è il campione che nessuno si aspettava e che però adesso tutti sono felicissimi di applaudire. Domenica mattina il leaderboard era affollato di nomi, almeno venti potevano sperare di prendersi il Wanamaker Trophy, lui era lì in mezzo, nascosto e quasi invisibile. Era solo uno dei tanti che sul difficile campo di Aronimink avevano motivo di credere che il PGA Championship fosse alla loro portata. C’erano Rory McIlroy, Jon Rahm e Xander Schauffele, con 10 major in totale, tutti pronti a cogliere l’attimo su un palcoscenico che Rai non aveva mai frequentato. Invece l’impossibile a volte succede. Rai ha realizzato sei birdie nelle ultime 10 buche, conquistando il comando definitivo alla 13ª e mettendo a segno un birdie con un putt da oltre 20 metri sul green della 17ª, che ha scatenato un boato così forte che tutti gli altri presenti sul campo devono aver capito che ormai era finita. Ha chiuso il suo giro con un 65 (-5) per un totale di -9, 271 colpi, tre in meno di Jon Rahm e Alex Smalley, secondi a -6. 

primo inglese—  

È il primo giocatore inglese a vedere il proprio nome sul Wanamaker Trophy dopo Jim Barnes nel 1919, la seconda edizione di questo major. Rory McIlroy ha chiuso settimo (-4), Scottie Scheffler quattordicesimo (-2). “Essere qui va oltre la mia immaginazione più sfrenata”, ha detto Rai che quando era ragazzino giocava nei tornei juniores con la maglia della Ferrari perché sognava di diventare un pilota di Formula 1. Finora aveva vinto un titolo sul PGA Tour, tre sull’European Tour e nessun piazzamento tra i primi 15 in nessuno dei major. È molto apprezzato dai colleghi perché vedono in lui un uomo capace di sfruttare al massimo le sue capacità, umile come le sue origini. “Non troverete una sola persona qui che non sia felice per lui”, ha detto McIlroy. “Sono super entusiasta per lui e il suo team”, ha detto Schauffele. “Un vero gentiluomo, senza dubbio. Raramente capita di avere la sensazione che qualcuno lavori molto più duramente di te, Aaron è sempre presente. È sempre in palestra. È sempre sul campo pratica”. 

guanti e coperture—  

Indossa due guanti, un’abitudine che ha iniziato da bambino in Inghilterra per combattere i freddi inverni mentre si allenava — e si allenava sempre. Ancora più insolito per Rai sono le coperture di plastica su ogni ferro, un ricordo delle sue origini. Una volta ha raccontato che suo padre faceva sacrifici per comprargli le mazze da golf migliori e poi puliva le scanalature con olio per bambini dopo che il figlio aveva finito di giocare. Da allora Rai ha lasciato le coperture sui ferri “per ricordare da dove vengo e per rispettare ciò che ho”. “Qualcuno che usa le coperture sui ferri perché da bambino li desiderava così tanto da voler rispettare l’attrezzatura e continuare a farlo? Sì, la dice lunga su una persona”, ha detto Rahm. “Quello che ha fatto oggi è a dir poco speciale”. Il padre di Rai è di origini indiane, mentre sua madre ha origini keniane e crescere in Inghilterra lo ha reso un mix di tutte le loro culture. “Sono molto orgoglioso di essere inglese. È lì che sono cresciuto. È lì che vive ancora gran parte della mia famiglia, ma sono molto orgoglioso anche dell’India e del Kenya. Mia madre trascorre ancora molto tempo in Kenya. Entrambi i miei nonni, sia da parte di mamma che di papà, erano indiani. Posso solo dire che sono molto orgoglioso di essere un mix di tutti loro.” Ha imparato a essere una persona perbene e umile dalla famiglia e dal golf. “Molto di questo deriva dall’educazione ricevuta”, ha detto Rai. “Il golf è sempre stato una parte molto importante della mia vita fin da quando ero molto giovane, è un gioco che ti rende estremamente umile. Ci vuole tanto duro lavoro e disciplina per acquisire le abilità necessarie a migliorare.” Anche l’etica del lavoro gli è stata insegnata dalla famiglia. “Mio padre mi ha insegnato l’importanza del lavoro e della dedizione, e di cercare di sviluppare costantemente abitudini positive e solide nel gioco. Mia madre lavorava tantissimo al di fuori del golf. Faceva più lavori contemporaneamente e si occupava di molte faccende domestiche. C’era un messaggio costante sul duro lavoro. È qualcosa con cui sono cresciuto e, man mano che sono cresciuto, è diventato qualcosa che ho davvero apprezzato e che ho cercato di portare avanti”. 

i consigli di guanika—  

Adesso nella vita di Rai c’è anche una moglie speciale, Gaurika Bishnoi, una golfista professionista indiana i cui consigli, dati durante il tragitto in auto verso l’hotel, gli sono stati utili durante il gioco. “È stata incredibile”, ha detto Rai. “Non sarei qui senza di lei, sia come compagna, come amica, come persona con cui condivido la mia vita, ma anche come vero e proprio sistema di supporto per il mio gioco. La sua mentalità, i suoi consigli, i suoi pensieri, che si tratti di tecnica o del modo in cui mi comporto, sono assolutamente inestimabili. Ci alleniamo parecchio insieme. Onestamente, lei mi batte più volte di quante io ne batta lei”. Rai ha ora un’esenzione quinquennale sul PGA Tour, oltre che per il Masters, l’U.S. Open e il British Open. Potrà partecipare al PGA Championship a vita. “Il golf è uno sport straordinario”, ha dichiarato Rai. “Ti insegna tantissime cose, ti insegna tanta umiltà, disciplina e il duro lavoro, perché in questo sport nulla ti viene mai regalato”.