Il Comitato Ministeriale israeliano per gli Approvvigionamenti ha approvato l’acquisizione di altri cacciabombardieri F-35I ed F-15IA destinati ad equipaggiare 2 nuovi squadroni dell’Aeronautica.

Nello specifico, verrà creato un quarto squadrone di F-35I ADIR formato presumibilmente da 25 velivoli, portando il totale della flotta dei LIGHTING II israeliani a 100 esemplari, nonché un secondo squadrone di F-15IA, variante israeliana customizzata del F-15EX (con dispositivi EW, armamenti e sistemi di comunicazione israeliani), con ulteriori (stimati) 25 aerei, che incrementeranno la futura flotta di EAGLE II a 50 esemplari. A seguito dell’approvazione del Comitato è partito l’iter per la finalizzazione degli accordi tra le controparti governative e militari americane che dovrebbe concludersi nelle prossime settimane.

Il valore dei contratti non è stato ufficializzato, così come non sono stati specificati i tempi di consegna. Relativamente ai costi, considerando che il contratto per i primi 25 F-15IA si attestava intorno agli 8,5 miliardi di dollari e che l’ultimo lotto di 25 F-35I (2023) è costato circa 3 miliardi, è verosimile ritenere che la somma dei 2 non sia inferiore ai 10 miliardi di dollari, cifra che includerebbe anche il classico pacchetto di supporto logistico completo, fornitura di pezzi di ricambio, assistenza e aggiornamento degli attuali F-15I RA’AM alla versione F-15I+. Lo stato di avanzamento del piano di ammodernamento della flotta di F-15I non è chiaro, ma è probabile che gli F-15IA aggiuntivi saranno destinati alla sostituzione dei vecchi F-15A-D BAZ con 2 squadroni ancora operativi, ampiamente impiegati nelle recenti operazioni contro l’Iran e con oltre 45 anni di intenso utilizzo che pesa sulle cellule.

Per quanto riguarda le tempistiche, in passato il Ministero della Difesa israeliano aveva stimato le prime consegne degli F-15IA nel 2031, con una fornitura annuale compresa tra 4 e 6 aerei. L’F-15 è un aereo molto apprezzato dagli israeliani per la sua lunga autonomia e le enormi capacità di carico, nonché per la capacità di trasportare armi di grandi dimensioni, inclusi missili ipersonici, altra caratteristica di particolare interesse per Israele che fa sempre più affidamento su missili balistici aviolanciati e altre armi a lungo raggio, per le quali l’F-15, appunto, rappresenta una piattaforma di lancio ideale. Gli F-15 israeliani, inoltre, sono utilizzati anche per il coordinamento avanzato e come nodi di comando e controllo, fondamentali per la gestione delle operazioni a lungo raggio.

Allo stesso modo, l’F-35I rappresenta un pilastro dell’Aeronautica Israeliana per una vasta gamma di missioni, sia in prossimità di Israele che su distanze molto maggiori. Attualmente la flotta ADIR è composta da 48 velivoli già consegnati e operativi presso 2 squadroni (116° e 140°, entrambi di stanza a Nevatim) sui 50 ordinati nel primo lotto, in attesa dell’avvio delle consegne dei 25 relativi al secondo lotto del 2023 che dovrebbero partire nel 2028 ed equipaggiare il 117° Squadrone addestrativo, anch’esso ubicato a Nevatim. Alla luce di quest’ultimo cronoprogramma, è verosimile ritenere che le prime consegne degli F-35I destinati al quarto squadrone (di nuova costituzione) non avverranno verosimilmente prima del 2032.

Il Ministro della Difesa Katz ha spiegato che l’acquisizione è motivata dalle lezioni operative apprese dalla campagna contro l’Iran. L’acquisizione dei probabili 50 nuovi aerei rappresenta il primo passo nell’attuazione del piano decennale “Magen Israel” (Scudo Israeliano) volto al potenziamento delle Forze di Difesa Israeliane per il quale sono stati stanziati 119 miliardi di dollari. Oltre ai nuovi caccia, il programma fornirà finanziamenti per quello che viene descritto come “un balzo tecnologico nello sviluppo e nell’integrazione di capacità di volo autonomo, sistemi di difesa avanzati di nuova generazione e il raggiungimento della superiorità militare israeliana, sia difensiva che offensiva, nello spazio”.

Parte dei finanziamenti per i nuovi velivoli proverrà certamente dagli Stati Uniti, che ogni anno forniscono a Israele miliardi di dollari in finanziamenti militari, in gran parte legati alla fornitura di armamenti americani.

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