di
Barbara Visentin
Il diciottenne trionfatore al Talent si racconta: «Devo tutto ai miei genitori»
Sollevare la coppa gigantesca di «Amici» l’ha lasciato incredulo: «Piano piano, ora sì, mi sto rendendo conto», dice Lorenzo Salvetti, 18enne vincitore assoluto della 25esima edizione della scuola di Maria De Filippi. Scaricata la tensione, dopo una notte di festa in cui «ho cercato di distrarmi completamente», è il momento dei bilanci.
Non si aspettava questo trionfo?
«No, è stato tutto molto improvviso e in finale con me c’erano ballerini e altri cantanti davvero forti. È stata un’emozione forte, io mi ero immaginato semplicemente una serata in cui avrei cantato».
Ha detto di dovere molto ai suoi genitori: in che modo hanno creduto in lei?
«Sono stati figure importantissime, mi hanno sostenuto fin dall’inizio in tutti i sensi permettendomi di studiare tanto, una cosa fondamentale. Non smetterò mai di ringraziarli. Mia mamma studiava pianoforte e, più indietro, nella mia famiglia ci sono stati già dei musicisti. In casa si ascoltava tantissima musica e quello ha fatto la differenza».
Che riferimenti ha?
«Amo il cantautorato, Lucio Dalla, Gino Paoli, Claudio Baglioni, ma ascolto anche la musica dei miei coetanei, più moderna. Del mondo dei musical cito “West Side Story”».
Com’è stato il rapporto con Lorella Cuccarini?
«È stata veramente buona e gentile, una figura importante».
Nel 2024 era stato finalista a «X Factor». Cosa l’ha spinta a fare un altro talent?
«Avevo molta voglia di rimettermi in gioco, provare di nuovo a stupirmi e studiare. Sicuramente è una gavetta importante».
Lo studio sembra essere prioritario per lei…
«Sì è fondamentale, vengo dalla classica, un mondo in cui c’è tanta disciplina, ma si impara tanto».
Questa vittoria è stata una rivincita, dopo il quarto posto a «X Factor»?
«Ma sì, possiamo dire rivincita. Però è un altro percorso, sono due cose diverse e non farei un paragone».
Ora la aspetta il mondo «reale», lontano dalla tv: la spaventa?
«Me la vivo molto serenamente, ho delle persone fidate a cui aggrapparmi».
Cosa farà con il premio di 150mila euro?
«Sicuramente lo investirò nel mio progetto».
Il 22 maggio esce il suo primo ep, «Stupida vita»: cosa vorrebbe arrivasse di lei?
«È un progetto molto importante, proprio perché è il primo. Racchiude un po’ tutto, c’è dentro un anno di lavoro e di sperimentazioni. Ne sono molto orgoglioso. Vorrei arrivassero la mia scrittura e la mia musicalità».
Poi ha in programma dei concerti?
«Ci sono gli instore, per il promo dell’ep, ma per i live vorrei aspettare. Spero di chiudermi in studio a scrivere tantissime canzoni e poi fare le cose fatte bene».
Ha altre passioni oltre alla musica?
«Mi piace molto la moda e sono anche appassionato di fotografia. Spero sicuramente di integrare questi mondi con la musica».
18 maggio 2026
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