di
Elisabetta Andreis

Il presidente Fabio Lazzaroni chiede più controlli durante le manifestazioni sportive: «Episodi gravi e intollerabili. Il rischio di cedimento strutturale è reale». Gli animali terrorizzati dal rumore

I cavalli hanno iniziato a scalciare quando sopra le scuderie hanno sentito i primi colpi. Passi, urla, salti. Gente che correva sui tetti come fossero gradinate. Sotto, nei box del Centro Ippico Lombardo, gli animali imbizzarriti. Sopra, i tifosi dell’Inter in festa per il ventesimo più uno: lo scudetto della seconda stella, celebrato domenica pomeriggio attorno a San Siro tra fumogeni, cori e migliaia di persone arrampicate ovunque. Anche lì dove non si dovrebbe.

Alla festa scudetto dell’Inter, gruppi di tifosi sono saliti sulle scuderie del Centro ippico lombardo di San Siro. Un episodio apparentemente marginale dentro una giornata gigantesca. In realtà molto di più. La cartina di tornasole di un equivoco che il calcio si trascina dietro da anni: l’idea che l’euforia collettiva sia uno spazio senza confini. Che durante la festa tutto possa diventare tribuna, palco, terreno da occupare.



















































«Festeggiare è sacrosanto. Ma esistono luoghi che non possono diventare palcoscenici di sfogo collettivo», mette nero su bianco il presidente Fabio Lazzaroni nel comunicato diffuso ieri sera dal Centro ippico. Il punto è che il quartiere ippico di San Siro vive da decenni incastrato tra due anime. Da una parte lo stadio, le partite, i concerti, i cortei, i caroselli. Dall’altra le scuderie storiche, i bambini a lezione di equitazione, i cavalli da dressage, il silenzio quasi irreale che ancora resiste dietro via Fetonte. Due mondi separati da poche centinaia di metri e costretti a convivere. Ogni festa calcistica rimette tutto in discussione.

Domenica pomeriggio, durante i festeggiamenti nerazzurri, diversi tifosi sono saliti sulle coperture delle stalle del centro ippico. Il comunicato parla di «episodi gravi e intollerabili» e soprattutto di un doppio rischio: per gli animali e per le persone. Perché il cavallo è un animale sensibilissimo al rumore improvviso. Vibrazioni e movimenti sopra i box possono provocare panico, traumi e reazioni violente. Ma c’è anche il tema della sicurezza umana: quelle coperture non sono pensate per reggere gruppi di persone che saltano e si agitano. «Il rischio di cedimento strutturale è reale», scrive il CIL.

La scena racconta bene che cosa diventa Milano quando il calcio esplode fuori dagli argini. Una città verticale. Si sale ovunque. Pensiline dei tram, semafori, fermate della metro, statue, tetti. Ogni superficie diventa un palco. Finché qualcuno ha scambiato anche le scuderie per una gradinata.
Il Centro ippico lombardo, fondato nel 1952 e premiato con l’Ambrogino d’oro nel 2020, ricorda che il quartiere ippico di San Siro è vincolato dal Ministero della Cultura e rappresenta «un unicum nel panorama europeo». Un pezzo di Milano rimasto quasi fermo nel tempo mentre tutto attorno cambiava velocità. Ora il Centro chiede più controlli durante le grandi manifestazioni sportive, un confronto permanente con Comune, prefettura e società calcistiche e, dove possibile, l’identificazione dei responsabili.

Domenica sera, intanto, la città mostrava già le ferite minori della lunga festa nerazzurra. In piazza Cordusio diverse aiuole appena sistemate apparivano calpestate e devastate dopo ore di cori e caroselli. Terra schiacciata, fiori piegati, transenne spostate. Piccole cicatrici dentro una notte che per migliaia di amanti del calcio nerazzurro resterà indimenticabile, bellissima.

Festa Inter, tifosi salgono sui tetti delle scuderie del Centro ippico lombardo di San Siro: «Pericolo per loro e per i cavalli»


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18 maggio 2026 ( modifica il 18 maggio 2026 | 15:42)