Il crollo dei bianconeri al sesto posto e la prospettiva di rimanere fuori dall’Europa che conta nella prossima stagione apre una serie di interrogativi sul futuro del turco
Giornalista
18 maggio – 18:49 – MILANO
C’è un’immagine che ha colpito i tifosi della Juve dopo la rovinosa sconfitta contro la Fiorentina che ha pesantemente complicato la corsa al quarto posto della squadra di Spalletti. A fare da contraltare a Locatelli e compagni che si sono fermati al limite dell’area, evitando il confronto con i tifosi (inferociti) della Curva Sud, c’è la foto di Kenan Yildiz in lacrime, da solo in panchina. Un calciatore che non ha mai nascosto il proprio legame con i colori bianconeri e che potrebbe vedere a rischio il suo futuro a Torino in caso di mancata partecipazione alla prossima Champions League. Analizziamo la questione con 10 interrogativi e 10 possibili risposte.
Che stagione è stata per Yildiz?
Alla terza annata in prima squadra, il 2025-26 di Kenan Yildiz, numeri alla mano, è stato tutto sommato simile al 2024-25. Undici gol e 10 assist in 47 partite di questa stagione, 12 e 9 in 52 della precedente. A pesare nel mancato miglioramento è stato soprattutto il digiuno degli ultimi due mesi: il turco è a secco da ormai due mesi.
Come sta Yildiz?
Alle prese da inizio stagione con una tendinopatia rotulea, il numero 10 della Juve ha stretto i denti, finché, nelle ultime settimane, complice un utilizzo a tempo pieno da gennaio in avanti, è stato costretto a gestirsi durante la settimana, perdendo condizione. Yildiz ultimamente mostra un gap di brillantezza e velocità, che lo limita nettamente in campo: non è un caso, per esempio, che nell’ultima uscita contro la Fiorentina sia riuscito a completare appena un dribbling su 4 tentati e abbia vinto solo 5 duelli su 12. Ed ora la sua presenza nel derby contro il Torino è a rischio.
Yildiz sta pensando ai Mondiali?
Il turco non è proprio il tipo di calciatore da lesinare impegno massimo. Nella sua testa, al momento, c’è solo la Juve e il miracolo da compiere per partecipare alla Champions. Tanto che, fino a oggi, nonostante i fastidi al ginocchio, non si è mai risparmiato. Solo dal 25 maggio penserà al Mondiale e a un appuntamento storico per il paese e per lui, che, nell’anno dell’unica precedente partecipazione (2002) non era ancora nato.
Che rapporto ha con Spalletti?
Il legame tra il tecnico della Juve e Yildiz è ottimo, come confermano le recenti dichiarazioni di stima reciproca. “Spalletti è semplicemente fantastico, non è soltanto un allenatore, ma anche una bella persona con cui ti senti a tuo agio. E penso che questo ci dia forza per andare in campo e restituirgli qualcosa di positivo”, ha detto il turco. “È il campione che mi fa sentire fortunato ad allenarlo”, ha replicato l’allenatore toscano, che, infatti, ha cercato di costruire il suo progetto di gioco intorno alle qualità e alle caratteristiche del numero 10.
Quanto incide Yildiz sul rendimento della Juve?
Tantissimo. Nelle ultime due stagioni, Yildiz ha messo a segno 23 gol e 19 assist in 99 partite. In quelle in cui ha contribuito al risultato finale la Juve ha ottenuto 25 vittorie, 5 pareggi e appena 2 sconfitte, con una media di 2,42 punti a partita. Un cammino da scudetto. In quelle, invece, in cui non è riuscito a determinare, la squadra ha tenuto una media di 1,47 punti a gara: praticamente, una proiezione da metà classifica.
Il rinnovo di contratto è stato prematuro?
In 18 mesi Yildiz ha avuto due allungamenti (e adeguamenti) dell’accordo che lo lega alla Juve. Il primo lo ha portato da guadagnare poco più di 500mila euro all’anno a 1,5 milioni, il secondo a diventare il calciatore (in prospettiva) più pagato della rosa, con un ingaggio da 6 milioni (più 1 di bonus). Una crescita esponenziale, legata, però, alla necessità di adeguare lo stipendio del giocatore al suo status nella squadra: capocannoniere stagionale, leader tecnico e titolare della maglia numero 10.
Yildiz resterà alla Juve anche senza Champions?
Nessuno può dirlo con certezza. Il turco è legato all’ambiente, blindato da un contratto lungo (fino al 2030) e la Juve prenderebbe in considerazione soltanto offerte a nove cifre. Un eventuale assalto del Real Madrid di Florentino Perez, a caccia di rilancio dopo la pessima stagione che sta per concludersi, potrebbe però sparigliare le carte.
Che progetto che si attende Yildiz dalla Juve?
Kenan ha sposato i bianconeri in un momento avaro di trofei e, complice la giovane età, è pure disposto ad attendere il club, alle prese con un’era di ricostruzione. Il turco, però, non ha pazienza infinita: a breve termine si aspetta una Juve che sia in grado di lottare per lo scudetto e fare maggiore strada in Champions League rispetto ai playoff.
Che ruolo avrebbe altrove Yildiz?
Il turco a Torino è la stella della squadra, il giocatore attorno a cui si sta provando a ricostruire una Juve vincente. Sarebbe lo stesso in un’altra big d’Europa? Difficile. Il rendimento di Yildiz in Champions League (2 gol e 4 assist in 20 partite) non è neanche lontanamente paragonabile a i suoi coetanei Doué (10 reti e 8 assist in 22 gare) e Guler (stesso rendimento di Kenan ma in un ruolo diverso e in 21 match). In più, come esterni sinistri, tutte le big d’Europa sembrano avere un calciatore al momento superiore al turco: Vinicius al Real Madrid, Kvaratskhelia al Psg, Raphinha al Barcellona e Luis Diaz al Bayern.
Cosa faceva il suo idolo Del Piero alla sue età?
Kenan Yildiz ha compiuto 21 anni lo scorso 4 maggio. Ale li compì nel novembre del 1995. Se, dopo le prime due stagioni intera in prima squadra il rendimento dei due non è numericamente così dissimile (23 gol e 19 assist per il turco, 25 e 21 per l’azzurro), nettamente diverso è l’impatto a livello internazionale: con 6 gol in Champions League, Del Piero aveva trascinato la Juve alla finale vinta contro l’Ajax nel 1996 ed era finito due volte consecutive ai piedi del podio del Pallone d’oro. Yildiz non è mai entrato in classifica, finendo 5° nel Trofeo Kopa, il riconoscimento dedicato agli Under 21…
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