Massa, 18 maggio 2026 – Ha deciso di donare tutte le sue opere al Comune di Massa. Si tratta di circa 70 sculture in marmo apuano. Parliamo di Alessandro Giorgi, architetto e artista ma anche designer e poeta visuale. Giorgi ha 87 anni, molte sue opere occupano già gli spazi pubblici di diverse città d’Italia. Solo a Massa ci sono il “Giocoliere Volante” in piazza della Stazione (prima era davanti al Pontile di Marina), l’“Orma Divina” alla chiesa di San Sebastiano, l’opera ’Si nasce, si ama, si muore’ all’interno del Noa e l’“Orma di Cristo” davanti alla chiesa di San Pio X; o ancora la scultura ’Remember’ al cimitero di Mirteto e il ’Monumento ad Alcide De Gasperi’ davanti al Tribunale. “Ho svolto attività di architetto – dice –ma sono nato scultore”.

Giorgi da anni ha un vano espositivo di circa 700 metri quadrati, in via Carducci, occupato dalle sue opere. Sono queste che ha deciso di regalare alla città. “Avrei piacere – afferma – che diventassero patrimonio di Massa”. Per questo ha scritto al Comune manifestando l’intenzione di donare tutto quanto. A un patto, però. “Che non rimangano in un magazzino ma utilizzate e messe in mostra. Altrimenti possono anche restare dove sono ora”. Finora non ha avuto risposta.

Una carriera tra arte e architettura

Giorgi si è laureato nel 1964 in architettura con una tesi sui centri storici con il professor Ludovico Quaroni, ma la sua passione è sempre stata l’arte e in particolare la scultura, le installazioni. Nel mondo dell’arte contemporanea italiana è un nome, tante le mostre effettuati altrove e i riconoscimenti ricevuti. In città è noto anche per le sue idee e proposte, condite spesso da una verve polemica, ma sempre in nome dell’arte e della cultura. “A Massa – afferma Giorgi – è mancata la cultura, che ha sempre escluso gli intellettuali. Una ’visione’ non c’è mai stata. Ora qualcosa si è smosso con la candidatura a capitale della cultura. Ma la città negli anni è stata svuotata. Faccio alcuni esempi: la demolizione dell’Intendenza di Finanza, la realizzazione di un palazzo comunale osceno (in granito e non di marmo) al posto di un bellissimo palazzo storico, la trasformazione dell’ex mercato ortofrutticolo in qualcosa di brutto e sbagliato. Ma si potrebbe anche parlare di molto altro, come la panchina di cemento davanti al Guglielmi, la fontana davanti al pontile o la distruzione in piazza Aranci di un bel percorso in marmo veneziano”.

La mancanza di un museo permanente

Ma il cruccio maggiore per Giorgi è quello di una mancanza di un museo permanente degli artisti apuani. ““A Massa non esiste un vero museo – sostiene –. Ci sono quelli della Curia e c’è il Museo Guadagnucci, che però è… ad personam. Dicono che non ci sono spazi di proprietà adatti. Ma credo sia solo questione di volontà. Del resto con la candidatura di Massa capitale della cultura di progetti nesono stati fatti tanti ma non questo. Teniamo conto che questa terra ha prodotto molti artisti, anche importanti, che non vengono valorizzati. Sarebbe bello creare una mostra ’viva’, in grado di ospitare le opere degli artisti di ieri, di oggi e di domani, per farli conoscere a tutti, studenti compresi. Attualmente abbiamo circa 50-60 artisti massesi che potremmo mettere in mostra, ma non esiste nemmeno un catalogo. Qualche anno organizzammo una mostra a Palazzo Ducale che ebbe molto successo. Ma poi è stata fatta morire lì”.

Progetti per una città d’arte

Un altro dei ’progetti’ di Giorgi riguarda la creazione di una vera e propria città d’arte. “Ci sono luoghi e piazze prive di monumenti e opere d’arte – spiega –. E’ una lacuna da colmare. L’arte è bellezza, è cultura, e tutto il centro dovrebbe essere concepito come un’opera d’arte. E dovrebbe essere soprattutto in marmo, perchè è necessario valorizzare le nostre ricchezze. Si potrebbe creare un vero e proprio ’viale dell’arte’, tra il Teatro Guglielmi e piazza Garibaldi, realizzando qualcosa di unico, posizionandoci numerose opere d’arte scelte dopo aver coinvolto la città e dopo aver ascoltato varie proposte e sentito più pareri. Sarebbe una passeggiata bellissima, di grande attrattiva. Forse tutto questo avrebbe dato una spinta decisiva anche alla candidatura di Massa come capitale della cultura. Ma in ogni caso la renderebbe davvero una capitale dell’arte e soprattutto una città più bella”.

Luca Cecconi