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Sara Gandolfi inviata a Malé (Maldive)

il capo dell’opposizione ed ex presidente Mohamed Nasheef: «Controlli insufficienti e gestione approssimativa, la tragedia dei sub poteva essere evitata. Per questo tipo di immersioni profonde serve una normativa precisa»

«Dobbiamo imparare ad essere estremamente competenti nel prenderci cura di chi richiede esperienze di immersione più intense alle Maldive, sia per scopi di ricerca che di esplorazione». L’ex presidente Mohamed Nasheef, il primo eletto democraticamente, nel 2008, dopo essere finito tante volte in carcere guadagnandosi il soprannome di «Mandela delle Maldive», non lesina le critiche al governo attuale, preparandosi di nuovo a guidare le forze di opposizione dopo i tanti alti e bassi della sua carriera politica, che in passato lo hanno portato anche all’esilio.

È stata gestita male questa situazione?
«Il governo si è rivelato molto incompetente, non hanno la minima idea di come affrontarla».



















































Cosa avrebbe fatto lei, da presidente?
«Innanzitutto, dovremmo avere regolamenti più severi su questo tipo di immersioni rischiose. Sappiamo che ora c’è un forte interesse per ciò che si cela sotto la superficie dei nostri mari. Quindi dobbiamo essere più attenti e organizzati, più consapevoli di chi viene qui e di cosa vuole fare. Il governo avrebbe potuto prevedere molte cose e, forse, evitare molte tragedie».

Cosa è andato storto?
«È una tragedia immane. Le mie condoglianze alle famiglie. Questo tipo di immersioni hanno però una serie di regolamenti che bisogna rispettare. Devono rispettarli le barche da safari e gli stessi subacquei. Le Maldive sono un posto meraviglioso e sott’acqua ci sono moltissime meraviglie naturali. Quindi, mentre le esplori e le scopri, devi essere estremamente cauto».

Dovrebbero esserci più controlli?
«Sì, ma soprattutto per questo tipo di immersioni dobbiamo avere dei sistemi di sicurezza. In futuro, dovremo prendere delle misure al riguardo».

Lei è un «paladino» dell’ambientalismo. Turismo, ricerca e biodiversità sono in conflitto alle Maldive?
«No. Il turismo ci ha spinto a salvaguardare maggiormente l’ambiente perché i turisti stessi vogliono una bella spiaggia, una bella barriera corallina, un mare pulito. Questo ha creato una cultura dell’ambiente: il passaggio alle energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti, il divieto di cattura delle tartarughe e di pesca degli squali…».

Questa tragedia avrà un impatto sul turismo?
«Credo che i turisti italiani siano molto ben informati e capiscano che non si tratta di turismo o di svago. Si tratta di un’immersione molto profonda in un luogo molto pericoloso».

18 maggio 2026 ( modifica il 18 maggio 2026 | 22:33)