La procura di Siena aveva chiesto condanne a cinque anni e 4 mesi per Lapo Jacopo Pucci ed Emanuele Nardella. per la presunta violenza sessuale avvenuta ad agosto 2023. Fernanda Herrera: “Andrò fino in fondo”
18 maggio – 16:59 – MILANO
“Assolti perché il fatto non sussiste”. È la sentenza pronunciata stamani dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siena, Andrea Grandinetti, nei confronti di due giovani schermitori italiani imputati, Lapo Jacopo Pucci, Emanuele Nardella, con rito abbreviato, per violenza sessuale di gruppo ai danni di Fernanda Herrera, la schermitrice messicana di origine uzbeka, 17enne ai tempi del presunto stupro di gruppo. I fatti contestati risalirebbero alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un raduno internazionale di scherma organizzato a Chianciano Terme, in provincia di Siena, e al quale partecipavano delegazioni di diverse federazioni sportive. Presente in aula, la giovane atleta è scoppiata in lacrime al momento della lettura della sentenza. I due ragazzi erano accusati di aver compiuto gli abusi durante il periodo di permanenza nella località termale senese per il raduno sportivo. La procura aveva chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere.
legali—
“Siamo soddisfatti perché siamo sempre stati certi dell’assoluta innocenza dei nostri assistiti, il tema è che questi processi sono sempre processi che lasciano l’amaro in bocca per tutti, dal punto di vista giuridico questo è l’esatto e corretto epilogo alla luce delle prove e degli elementi processuali” ha dichiarato l’avvocato Enrico De Martino, legale dei schermidori assolti. “Una decisione devastante per noi” ha commentato invece la mamma di Fernanda. L’avvocato Luciano Guidarelli, che difende la giovane, sottolineando che l’assoluzione non è con formula piena, ha già annunciato che farà ricorso in Corte di Appello.
lacrime—
La ragazza, al termine dell’udienza, ha deciso di mostrarsi in volto per la prima volta e ha rilasciato alcune dichiarazioni: “In questi tre anni – ha detto – non ho mai mostrato il mio volto, ora sono stanca, voglio farmi vedere. Sono orgogliosa che per tre anni oltre a sacrificarmi per lo sport ho lottato per ottenere giustizia. E non mi fermerò mai. Non ci posso credere che le cose siano andate così. Questo non può succedere: non sono solo io, sono tanti i casi nello sport e nel mondo in cui vogliono silenziare le donne. Dovete dire che hanno fatto una cosa così brutta” ha concluso.
La Gazzetta dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA