di
Gaia Piccardi

Jannik atterrerà in Francia giovedì, giorno del sorteggio del tabellone, ed esordirà lunedì o martedì della settimana prossima. Dopo la lunga corsa da Indian Wells al Foro Italico, manca il grande appuntamento del Roland Garros

È finita come da tradizione: hamburger, patatine e coca-cola nella suite del Cavalieri a Monte Mario, il suo buen ritiro lontano dal caos della Capitale. A centro tavola, la coppa degli Internazionali d’Italia e una bella torta di panna e lamponi, con la scritta «champion». Se la conquista del quinto Master 1000 stagionale è stata edificata sulla ripetizione di una routine sempre uguale a se stessa, anche nelle celebrazioni a Jannik Sinner piace mantenere una confortante ritualità.

Grafico Jannik Sinner dopo Internazionali d'italia 2026

Ma l’avvicinamento del ragazzo d’oro al trono di Adriano Panatta era cominciato con il grande spavento di Angelo Binaghi, presidente della Fitp: una chiamata del manager del numero uno quando Jannik era ancora in campo a Madrid. Di solito le telefonate a ridosso del torneo portano solo sciagure: è stanco, non ce la fa, deve ritirarsi. Invece era solo una richiesta pratica: far debuttare Sinner sabato anziché venerdì. Accontentato.



















































Il predestinato è ripartito da Roma per tre giorni di vacanza con l’album pieno di ricordi. Il golf e il calcetto per scaricare lo stress di Madrid, l’incontro dietro le quinte con Paolo Maldini e in diretta tv davanti a 4,5 milioni di spettatori con il presidente Mattarella e Panatta, che gli ha dato appuntamento a Parigi. 

Jannik ha capito che le istituzioni vanno rispettate e che la storia è meritevole di un abbraccio: senza Adriano cinquant’anni fa, la vittoria di domenica non avrebbe avuto lo stesso enorme significato. Sul campo, gli Internazionali ci hanno detto che il ragazzo è stanco: non si ferma dal 7 marzo, esordio a Indian Wells. Veniva dalla semifinale ceduta a Djokovic in Australia e dallo scivolone con Mensik a Doha. Dal deserto della California al lungofiume capitolino, ha infilato una striscia di 29 successi di fila, per un totale di 34 nei sei Master 1000 che si è annesso a cavallo delle stagioni. Daniil Medvedev al Foro, non a caso lo scacchista del circuito, ha provato a cucire addosso a Sinner l’intensità martellante di un match tre su cinque, tenendolo impiccato a un palleggio furibondo per un totale di 2h37’ spalmate su due giorni. «L’unica possibilità di batterlo è da fondocampo — ha spiegato il russo —. Per fare il punto con lui, devi produrre un sacco di colpi. È ciò che ho fatto. Jannik soffriva, ma ho sofferto anche io». La stessa cosa era successa con Machac a Montecarlo. Due su tre, oggi Sinner non ha rivali. La sfida adesso si trasferisce a Parigi, con il format lungo. Ed è questo il prossimo livello del videogioco da affrontare.

Il corsaro nero, che al Bois de Boulogne cambierà completino virando verso un azzurrino pallido marezzato, arriverà a Parigi straripante di fiducia. Atterraggio giovedì, giorno del sorteggio del tabellone, poi la strada è tracciata. Venerdì media day, esordio lunedì o martedì della settimana prossima, da grande favorito di uno Slam che ha perso per infortunio il campione in carica, Alcaraz, il prestigiatore che l’anno scorso fece a Sinner il gioco delle tre carte (tre come i match point annullati in finale). 

In questo momento la priorità è il riposo, di tempo non ce n’è: il Roland Garros verrà preparato a Parigi, in corso d’opera, contando sulla capacità di adattamento a una terra diversa da quella del Foro del giocatore che, complice lo sci, scivola meglio di tutti. Ne sa qualcosa Riccardo Piatti, il coach che andò a prendere Jannik a Sesto Pusteria e che ieri ha mandato un bel messaggio all’ex allievo: «Vederti con Panatta durante la premiazione è stato particolarmente commovente. Grazie ad Adriano, io mi sono innamorato del tennis. Il mio sogno era portare un mio giocatore a vincere Roma e Parigi, dove lui fece la storia. E poi sei arrivato tu, Jann…».

La via, insomma, è tracciata. Vincere tre su cinque sulla terra l’unico titolo Slam che gli manca e dimostrare che il quinto set — magari superando la barriera delle 3h50’, le sue colonne d’Ercole — non è tabù. La crisi fisica con Medvedev a Roma è stata gestita con maestria, ma se succedesse a Parigi? L’obiettivo stagionale va coltivato «facendo tutte le cose per bene», come ama dire Jannik, cioè rientrando prestissimo nella bolla impermeabile che gli ha costruito intorno il team. 

Tutto il resto, chiuso il Grande Slam della carriera a 24 anni, è secondario: l’idea matta di annettersi tutti e nove i Mille nella stessa stagione, per esempio. «Vedremo, curare il fisico è fondamentale» ha detto lui, perfettamente allineato con il percorso di Djokovic alla sua età: nella stagione dei 25 anni, il fuoriclasse serbo aveva un Major in più (5 a 4), un Master 1000 in più (11 a 10), e un titolo delle Atp Finals in meno (1 a 2).

Ieri è cominciata la 72ª settimana da numero uno, come Stefan Edberg. Le due che ha davanti saranno le più importanti dell’annata già speciale di Jannik Sinner.

19 maggio 2026 ( modifica il 19 maggio 2026 | 07:45)