L’allenatore ha lanciato più volte segnali, l’intesa con il presidente eviterà strappi. Dopo le elezioni federali di giugno, la panchina azzurra lo vede in pole. E intanto a Napoli…


Antonio Giordano

Collaboratore

19 maggio – 07:54 – MILANO

È così limpido quel messaggio inviato alla propria – attuale – Patria calcistica, che pur volendosi sforzare ad interpretarlo liberamente, si fa fatica a non pensare che Antonio Conte abbia elegantemente annunciato il suo addio da Napoli. È scritto nell’aria, si legge nell’espressione, e sospettare che dentro dichiarazioni si nasconda un equivoco diventa esercizio da contorsionisti. Un mese fa, dopo che con assoluta onestà Conte si sbilanciò a precisa domanda sulla Nazionale (“Se fossi il presidente Federale mi prenderei in considerazione”) si aprì e si chiuse in tempi rapidissimi un dibattito interno tra l’allenatore e De Laurentiis, che da Las Vegas intervenne di slancio ma che poi in privato chiese al proprio tecnico di capire cosa stesse per succedere: “Fai in modo che io non resti spiazzato ed abbia la possibilità, eventualmente, di intervenire in anticipo”. Detto e fatto: ed è stato a metà aprile che Adl e Conte hanno deciso di affrontare frontalmente un argomento indispensabile per restare amici nel tempo, senza che s’allungasse mai un’ombra su un sodalizio mai vago.

vincenti—  

È stato un biennio pieno di soddisfazioni, dentro c’è uno scudetto insperato – il quarto – festeggiato su un Lungomare rapito dalla felicità; una Supercoppa conquistata a Riad nel periodo di maggiore emergenza tecnica e un secondo posto che vale la qualificazione in Champions League: basta e avanza per sentirsi soddisfatti, per ritenere che questo ciclo abbia prodotti risultati eclatanti, come nella Storia recente del Napoli. Poi ci sono state le difficoltà di aderire, l’uno con l’altro, su temi di eterna attualità: la necessità di dotarsi di un Centro Sportivo, la prospettiva di avere una struttura societaria in linea con i club più evoluti, esigenze evidentemente inconciliabili tra una visione e l’altra di due vincenti.

uomo nazionale—  

Antonio Conte ha un vissuto di assoluto livello, lo racconta il proprio curriculum, ci sono scudetti e Premier che ammortizzano le delusioni europee, inclusa l’eliminazione in Champions di quest’anno, e c’è una autorevolezza che ha un valore assoluto anche nella scelta del Ct, responsabilità che la nuova Presidenza Federale dovrà assegnare immediatamente dopo le elezioni del 22 giugno. C’è una finestra assai ampia nell’universo calcio, ma Conte e la Nazionale hanno avuto feeling, c’è stato un periodo rassicurante e lo spessore del personaggio rappresenta una garanzia.

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gli eredi—  

E in quella confessione, che contiene dettagli mica irrilevanti, Conte lascia intendere altro: “Al Napoli stanno già lavorando al futuro. aspettiamo l’ultima partita e poi con la proprietà diremo cosa è stato partorito”. La ricostruzione non è certo fantasiosa, riconduce direttamente al momento in cui Conte ha confidato ad Adl le sue intenzioni (“non posso anticipare nulla, mancherei di rispetto al presidente che è mio amico”) ma è evidente che il Napoli ha avviato i sondaggi e si è lasciato andare ad indispensabili riflessioni: Maurizio Sarri è diventato il candidato per la successione, alla pari con Massimiliano Allegri, entrambi in vantaggio rispetto a Grosso che pure ha il gradimento della proprietà. Ma Sarri deve risolvere la propria posizione con la Lazio e Allegri deve ancora matematicamente ritirare il passaporto per la Champions League con il Milan: sotto voce, e sino ad un certo punto parlando solo con se stesso, Aurelio De Laurentiis, confrontandosi con Manna, si è preso questa settimana per indirizzarsi verso la scelta. Domenica, 24 maggio, festeggerà 77 anni: sarà quello il momento in cui forse si lascerà andare (ma segretamente, finché potrà). Domani sarà un altro giorno.