Grandi manovre in corso per ridefinire la gestione societaria rossonera della prossima stagione. Il nome dell’ex dirigente, grande estimatore di Allegri, è quello dell’uomo forte che serve in questo momento


Alessandra Gozzini

Giornalista

19 maggio – 08:56 – MILANO

Perché il nuovo Milan prenda forma c’è prima da aspettare che quello attuale concluda il lavoro: non un’attesa lunghissima, mancando appena cinque giorni alla fine del campionato. Un tempo che all’interno del club e della squadra vorrebbero trascorrere in serenità, con le attenzioni rivolte unicamente alla prossima e ultima partita. Nel frattempo però, anche senza prendere decisioni definitive prima di fine maggio, le grandi manovre vanno avanti. 

opinionista—  

Oltre ad Allegri e alla casella tecnica più importante, vanno definite le altre posizioni dell’organigramma societario. O anche extra: Zlatan Ibrahimovic infatti non ha un ruolo specifico nel club, ma opera per conto del proprietario Gerry Cardinale, di cui è Senior Advisor. In attesa di capire se in futuro riavrà o meno un ruolo di primo piano, Ibra sembra essersi allontanato da solo. Due giorni fa era assente a Marassi per impegni personali precedentemente presi. Più importanti di una giornata di campionato decisiva per la squadra? E tra poco più di tre settimane sarà ancora più distante: diventerà uno degli opinionisti di punta della rete americana Fox Sports per il prossimo Mondiale, che seguirà in presenza e non da remoto. Zlatan sarà americano dal prossimo undici giugno: con un video promozionale lo ha annunciato sui propri canali social. I suoi fan sparsi per il mondo hanno apprezzato e lasciato numerosi messaggi, i milanisti più vicini alle dinamiche di squadra lo vorrebbero invece più concentrato sul lavoro rossonero. 

Zlatan  Ibrahimovic  during the Serie A soccer match between Milan and Inter at the San Siro Stadium in Milan  , north Italy - Sunday  , March 08  , 2026. Sport - Soccer . (Photo by Spada/Lapresse)

al vertice—  

Il dirigente che oggi è totalmente dedito alla causa è l’ad Giorgio Furlani, su cui – suo malgrado – si concentrano anche le critiche dei tifosi. L’ad era due giorni fa in tribuna al Ferraris nella giornata che ha definito come la più stressante della sua vita professionale e privata. Furlani aveva anche guidato la delegazione rossonera che la scorsa settimana era volata a Londra per l’incontro con Cardinale: l’ad si era trattenuto un giorno in più. Sarà Gerry a decidere se il rinnovamento della struttura societaria finirà per coinvolgere anche la posizione dell’amministratore delegato. Ma di nuovo, come per Allegri, potrebbe esserci la volontà del diretto interessato, Furlani in questo caso, di ripensare autonomamente il proprio futuro e magari optare per il ritorno a business più strettamente finanziari, lasciando il Milan nelle mani di altri manager. 

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GENOA, ITALY - MARCH 9: Adriano Galliani, vice president of Monza, looks on prior to kick-off in the Serie A TIM match between Genoa CFC and AC Monza at Stadio Luigi Ferraris on March 9, 2024 in Genoa, Italy. (Photo by Simone Arveda/Getty Images)

grandi successi—  

Uno, il manager sportivo per eccellenza, è Adriano Galliani, artefice dei grandi successi rossoneri dell’era Berlusconi. In trentuno anni ai vertici del club, Galliani ha scritto pagine uniche: non a caso resta il dirigente più titolato nella storia del club. E ancora oggi che i tempi del calcio italiano sono profondamente cambiati, resta un fedelissimo tifoso rossonero. Molti sostenitori milanisti hanno notato come la sua fosse una delle facce più tristi tra gli spettatori che nella sfida contro l’Atalanta riempivano la tribuna autorità. Già in passato aveva avuto contatti con Cardinale che poi non si erano concretizzati in un ritorno in società. Stavolta potrebbe essere diverso: il Milan ha bisogno di un uomo forte. E quell’uomo forte è anche un sincero estimatore di Allegri. Fu Galliani a portarlo al Milan nell’estate del 2010, quando Max concluse con successo il grande salto da allenatore di provincia (a Cagliari) a tecnico di un top club (Milan e poi Juve). I contatti tra i due sono rimasti costanti e solidi: a proposito di garanzie, Galliani in società sarebbe per l’allenatore l’assicurazione più sicura. Non sarebbe automatico il passaggio del testimone, o meglio un nuovo scambio: da Galliani a Furlani (in mezzo Fassone e Gazidis) e di nuovo a Galliani. I due (se Cardinale non deciderà di cambiarlo e lo stesso Furlani opterà per mantenere il proprio ruolo di vertice) potrebbero anche coesistere. All’ex ed espertissimo ad verrebbe affidato un ruolo di più ampio respiro.