di
Marianna Peluso
L’orgoglio di padre Nicola dopo il trionfo del figlio nel programma di Maria De Filippi: «La televisione è complessa, è rimasto sé stesso»
Dalla cameretta di Borgo Venezia al gradino più alto di «Amici» di Maria De Filippi. Classe 2007, veronese, ex concorrente di «X Factor», Lorenzo Salvetti ha battuto nell’ultima sfida di domenica 17 maggio il ballerino Alessio Di Ponzio, chiudendo una cavalcata iniziata in punta di piedi. Mentre lui è ancora a Roma, 500 chilometri più a nord, il telefono di papà Nicola, 61 anni, scotta. «Mi stanno chiamando amici, parenti, conoscenti» sorride, accanto alla moglie Emilia, 53 anni. «Siamo orgogliosi. E anche increduli. Lorenzo sperava di arrivare in finale. Vincere era oltre ogni sua immaginazione».
Nicola Salvetti, ci racconta il percorso di Lorenzo?
«Lorenzo frequenta il liceo musicale Campostrini, qui a Verona. La musica, però, è entrata nella sua vita molto prima. A 7 anni aveva qualche incertezza nel parlare: più che balbettare, aveva tante cose da dire e faceva fatica a metterle in fila. Una logopedista ci consigliò il teatro. Entrò nella compagnia di Roberto Totola e Marina Furlani, salì sul palco per un musical e successe una cosa incredibile: iniziò a recitare e cantare senza incepparsi mai. Da lì sono arrivati altri musical e, insieme al teatro, anche il canto».
La musica è parte integrante della famiglia?
«Né io, né mia moglie siamo musicisti. In casa nostra però è sempre girata tantissima musica: grandi cantautori come De Gregori, De André, Guccini, Fortis e Venditti. Lorenzo ha iniziato il pianoforte in prima media, poi ha preso in mano la chitarra da autodidatta: si metteva in cameretta e suonava. Lo sorprendevamo ad ascoltare Mina o Tenco, che noi in genere non ascoltavamo. Diceva che quella musicalità gli arrivava al cuore».
C’è qualche altra esperienza che ha influenzato la sua crescita musicale?
«Sicuramente l’incontro con un coro di musica barocca. In seconda superiore un professore del liceo lo ha inserito nel Gruppo Vocale Novecento del professor Sacquegna. È un ambiente che lo ha appassionato moltissimo e lo ha reso un musicista particolare. Crescendo, ha iniziato ad ascoltare anche la scena attuale, da Cesare Cremonini a Calcutta, fino alle ballad indie di Brunori Sas. Ha saputo mescolare la tradizione del cantautorato italiano con le sonorità più moderne, creando uno stile personale che unisce questi due mondi».
I suoi primi concerti?
«Il primissimo concerto in assoluto è stato quello di Ludovico Einaudi a Plan de Corones, nel luglio del 2021. Poi lo abbiamo accompagnato a Padova in un locale a vedere Enrico Nigiotti. Due anni fa siamo stati in Arena per il concerto di Baglioni e l’anno scorso a quello di Cocciante».
Sul palco dell’Arena ci è salito anche lui…
«Sì. Sempre l’anno scorso, Lorenzo è passato dalla platea al palco partecipando a “InConTrArti”, l’evento di beneficenza organizzato da La Grande Sfida in Arena. Per lui è stato bellissimo vivere il sogno di cantare su quel palcoscenico: avrebbe voluto partecipare anche all’ultima edizione di “InConTrArti” (che si è svolta lo scorso venerdì 15 maggio, ndr) ma era impegnato a Roma per la finale di Amici».
Com’è nata invece l’avventura televisiva di «X Factor»?
«Tutto è cominciato in cameretta. Lui non ama molto i social, ma i suoi amici lo hanno convinto ad aprire un profilo su TikTok per pubblicare video mentre strimpellava con una tastiera e una chitarra. Lì, lo ha notato una talent scout che ci ha proposto di fare un provino a Milano. All’inizio pensavamo fosse una truffa, invece era tutto vero e lo hanno preso. Ha cantato “Poetica” di Cremonini alle audizioni, raccontando con disinvoltura una sua storia passata, ed è arrivato fino alla finale, classificandosi al quarto posto nella squadra di Achille Lauro. Con lui è rimasto un bel legame: durante la finale, Lauro ha mandato un messaggio sui social per sostenere Lorenzo e fargli il suo in bocca al lupo».
Com’è stato il percorso all’interno della scuola di Amici?
«È entrato in punta di piedi, molto timido e anche un po’ scettico all’idea di fare due talent show importanti in così poco tempo. I meccanismi televisivi sono complessi, ma lui è rimasto sé stesso. Lo abbiamo seguito in televisione, quando era felice e quando era dubbioso, quando aveva l’ansia o le braccia conserte. Nella finale mi è sembrato sereno: per lui l’importante era arrivare in fondo, perché era convinto che avrebbe vinto un ballerino. Li considerava tutti imbattibili».
Quali sono i suoi sogni per il futuro?
«Il suo grande sogno è vivere di musica mantenendo la propria autonomia artistica. Il 22 maggio uscirà il suo nuovo Ep intitolato “Stupida vita”, che si può già prenotare sulle piattaforme digitali. All’interno ci sono canzoni come “Giulietta e Romeo” e “Via Santini” che esprimono tutto il suo legame con Verona. Inoltre nei suoi testi torna spesso l’Adige, Ponte Pietra e i vicoli. La sua veronesità è racchiusa nelle sue canzoni. Ovunque andrà, le sue radici restano sempre qui, in Borgo Venezia».
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19 maggio 2026 ( modifica il 19 maggio 2026 | 07:44)
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