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Redazione Milano
Dal 5 al 16 giugno 2026 la mostra collettiva curata da Roberto Mutti che riunisce Valentina Loffredo, Laura Pellerej, Elena Siniscalchi e Romana Zambon. Quattro sguardi femminili, differenti per linguaggio e sensibilità, si confrontano sul tema del frammento come strumento per osservare il reale, attraversando memoria, identità, corpo e immaginazione
Dal 5 al 16 giugno 2026 la Fondazione Luciana Matalon ospita «FRA_MENTI», mostra collettiva che riunisce le ricerche di Valentina Loffredo, Laura Pellerej, Elena Siniscalchi e Romana Zambon, sotto la curatela di Roberto Mutti.
Quattro percorsi differenti, quattro linguaggi autonomi, un’unica tensione condivisa: interrogare il frammento come possibilità di lettura del reale. Il titolo stesso suggerisce una doppia direzione — il frammento visivo e l’incontro tra menti — costruendo un dialogo che supera la semplice dimensione espositiva per trasformarsi in riflessione sullo sguardo contemporaneo.

Mutti definisce il progetto «una questione di sguardi», un confronto silenzioso in cui le artiste sembrano muoversi lungo traiettorie diverse pur condividendo la stessa urgenza di andare oltre la superficie delle cose. Le opere esposte non cercano una narrazione totale o definitiva: preferiscono sostare nei dettagli, nelle tracce, nelle ambiguità, lasciando emergere una dimensione profondamente intima e personale.
Il percorso di Elena Siniscalchi si concentra sul ritratto come luogo di relazione e vulnerabilità. Le sue immagini, attraversate da una tonalità calda e avvolgente, frammentano il corpo moltiplicandone prospettive e presenze. L’attenzione si sposta così dalla superficie della pelle alla densità emotiva delle espressioni, restituendo figure capaci di attendere, proteggere, osservare e sentire. Ne emerge una fotografia che parla di consapevolezza e forza interiore senza alcuna retorica.
Nella ricerca di Laura Pellerej memoria e identità si intrecciano invece in un racconto autobiografico che prende forma attraverso la relazione con la madre e l’esperienza condivisa della malattia. La metafora dell’uovo scheggiato — fragile ma ancora capace di custodire — diventa il centro simbolico di una riflessione più ampia sulla condizione femminile e sulle generazioni cresciute con poco spazio dedicato alla costruzione del sé.
Le immagini di Valentina Loffredo si muovono sul confine instabile tra astrazione e figurazione. Forme e corpi si confondono, oscillando continuamente tra riconoscibilità e dissolvenza. L’artista lavora sul dubbio come territorio fertile, invitando chi guarda a sospendere il bisogno immediato di definire ciò che vede. In questa tensione percettiva, ogni immagine sembra poter appartenere contemporaneamente a più significati.
Diversa ma complementare la ricerca di Romana Zambon, sviluppata a Nairobi tra i matatu, i celebri autobus urbani kenyoti decorati con graffiti, simboli pop e riferimenti visivi appartenenti tanto alla cultura africana quanto a quella occidentale. Zambon evita il taglio documentaristico e sceglie invece di isolare dettagli, superfici e accostamenti inattesi, trasformando la realtà urbana in un paesaggio immaginifico dove il frammento diventa pura evocazione.
«FRA_MENTI» si presenta così come una mostra di forte coerenza concettuale, capace di mettere in relazione esperienze artistiche differenti attraverso una riflessione comune sulla fotografia come pratica di osservazione lenta. Il dettaglio non è più un elemento marginale, ma il punto da cui può emergere una verità emotiva, fragile e universale allo stesso tempo.
La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, con ingresso libero. Il vernissage è in programma il 9 giugno 2026, dalle ore 18 alle 21.30, mentre l’incontro con la stampa si terrà il 4 giugno dalle 17 alle 19 presso la Fondazione Luciana Matalon di Milano.
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19 maggio 2026
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