di
Monica Ricci Sargentini

Persi i contatti anche con il deputato M5S Carotenuto, che era a bordo di una delle 54 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla partite dalla Turchia. La portavoce Delia: «I soldati israeliani hanno aperto il fuoco». Tajani a Israele: «Verificare l’uso della forza»

Sul tracker online della Global Sumud Flotilla, che dà conto della rotta delle barche dirette a Gaza, si vedono solo dei pallini rossi. Una dopo l’altra le 54  imbarcazioni partite dalla Turchia sono state intercettate dalla marina israeliana nel Mediterraneo orientale. Martedì pomeriggio è stato fermato anche Dario Salvetti, del Collettivo di fabbrica ex Gkn, che poche ore prima aveva detto al Corriere: «Continueremo anche se resterà una sola barca in mare». Le ultime immagini mostrano soldati israeliani sui gommoni Zodiac avvicinarsi alle imbarcazioni, gli equipaggi con i giubbotti di salvataggio e le mani alzate. Poi il buio.

La tensione è salita ulteriormente nel pomeriggio quando la portavoce italiana della Flotilla, Maria Elena Delia, ha denunciato che la Marina israeliana avrebbe aperto il fuoco contro alcune imbarcazioni. «Stanno sparando proiettili, non sappiamo se veri o di gomma», ha dichiarato, sostenendo che sei barche sarebbero state colpite, tra cui la Girolama battente bandiera italiana. Israele non ha commentato direttamente l’accaduto. Video diffusi dalla diretta streaming mostrano colpi sparati durante gli abbordaggi, ma non è chiaro il tipo di munizionamento utilizzato e al momento non risultano feriti.



















































L’ultima nave a essere fermata è stata la Kasr-i Sabadab, a bordo della quale viaggiavano anche il deputato M5S Dario Carotenuto, il giornalista Alessandro Mantovani e l’attivista Ruggero Zeni. I parlamentari M5S Alessandra Maiorino e Francesco Silvestri hanno accusato Israele di aver «prelevato» il deputato in acque internazionali e hanno chiesto alle autorità italiane di intervenire «con la massima fermezza». 

La Farnesina ha fatto sapere che sono almeno 27 gli italiani fermati e che le imbarcazioni sarebbero dirette verso il porto israeliano di Ashdod dove arriveranno in serata. Ad attenderli il team legale di Adalah.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto a Israele «di verificare urgentemente l’uso della forza», dopo le testimonianze degli attivisti sull’impiego di proiettili di gomma durante gli abbordaggi.

La missione coinvolge attivisti provenienti da oltre quaranta Paesi e continua a provocare forti tensioni diplomatiche. Turchia, Spagna, Irlanda e Italia hanno chiesto il rilascio dei propri cittadini. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha condannato l’intervento israeliano contro quelli che ha definito «viaggiatori della speranza». 

Israele continua invece a sostenere che la Flotilla sia «una provocazione fine a se stessa» e ribadisce che il blocco navale imposto su Gaza dal 2007 è necessario per impedire ad Hamas di armarsi. Oggi anche gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro quattro persone legate agli organizzatori della missione, definita dal Tesoro americano una «flottiglia filo-Hamas». Gli attivisti respingono le accuse e sostengono che la missione abbia carattere esclusivamente civile e umanitario.

La vicenda della Flotilla si inserisce intanto in un quadro internazionale sempre più teso attorno alla gestione del dopoguerra a Gaza. 

Oggi il Board of Peace, l’organismo internazionale sponsorizzato dagli Stati Uniti che supervisiona il cessate il fuoco, ha annunciato che chiederà al Consiglio di Sicurezza dell’Onu di aumentare la pressione su Hamas perché accetti il disarmo, indicato come principale ostacolo alla piena attuazione della tregua. Hamas ha respinto il piano definendolo «falso» e accusando Israele di continuare a violare gli accordi. 

Sempre oggi una relatrice speciale delle Nazioni Unite ha chiesto a Israele di rivedere le proprie norme sulla detenzione denunciando trattamenti degradanti nei confronti dei detenuti palestinesi, mentre un nuovo rapporto Onu parla di situazione umanitaria «drammatica» nella Striscia e di possibili crimini di guerra e contro l’umanità sia da parte israeliana sia da parte di Hamas.

19 maggio 2026 ( modifica il 19 maggio 2026 | 19:04)