di
Gabriele Fusar Poli

Padova, le accuse contro Francesco Saviane: «Ragazzi e ragazze costrette a spogliarsi durante le gita e a scuola sin dal 2017

«L’ex insegnante di Religione continua a cercarmi, non so cosa fare». Suonano più o meno così le parole che la vittima degli abusi ha detto al professore del Barbarigo che ha raccolto il suo sfogo. Dopo essersi fatto raccontare tutto, il docente è andato alla polizia. Sono partite le indagini, si è arrivati agli arresti. Si è tenuto a mezzogiorno in tribunale a Padova davanti alla giudice per le udienze preliminari Laura Alcaro l’interrogatorio di garanzia di Francesco Saviane, il 37enne ex insegnante di religione di origini trevigiane accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di sette minori di eta compresa tra i 13 e i 17 anni – peraltro abusando di alcuni di loro in più occasioni – e che ora si trova agli arresti domiciliari nella canonica di San Lorenzo di Albignasego. Ancora per poco, l’avvocato difensore Ernesto De Toni sta cercando un’altra «sistemazione» per il suo assistito.

«Mi ha fatto stendere a letto con lui»

Dalle indagini emerge che i ragazzi e le ragazze erano costrette a spogliarsi e a subire violenze, sia a scuola che durante le gite. L’indagine, fatta dalla Squadra Mobile e coordinata dal pm Sergio Dini, è partita in seguito alla segnalazione di un 17enne, l’ultima vittima (al momento) in quanto le violenze risalirebbero allo scorso 1 marzo, quando a Firenze il 37enne, che era stato anche suo padrino di cresima, aveva abusato di lui dopo averlo costretto a stendersi insieme su un letto matrimoniale. Il giovane aveva però preso il coraggio a due mani confidando l’accaduto a un docente dell’istituto paritario Barbarigo di Padova, lo stesso in cui Francesco Saviane aveva insegnato religione fino al termine dell’anno scolastico 2022 – 23, quando la Diocesi della città del Santo ne aveva revocato l’idoneità a tale attività e la sua esclusione «da qualsiasi incarico in ambito ecclesiale – si legge sempre nella nota ufficiale – a seguito di un’indagine canonica avviata a suo carico».



















































I 10 anni di abusi

Perché stando a quanto ricostruito dagli inquirenti le violenze sessuali verso minori erano iniziate ben prima, per la precisione nel marzo del 2017: in quell’occasione Francesco Saviane, mentre si trovava nella parrocchia di Legnaro (dove prestava servizio quale animatore), avrebbe costretto un 13enne a sedersi a gambe divaricate sulle sue accarezzandogli le cosce. Il ragazzino sarebbe inoltre stato abusato anche nel maggio dello stesso anno a Sottomarina: in quel caso l’educatore gli avrebbe palpeggiato il petto e i genitali. Sempre a Legnaro tra il 2018 e il 2019 avrebbe inoltre abbracciato da dietro due ragazze minorenni appoggiando loro le parti intimi sui glutei, toccandone i seni e baciandole sulle guance. Una «presa» ripetuta sempre nel 2019, ancora a Legnaro e in più occasioni nei confronti di un altro giovanissimo, che avrebbe baciato sul collo toccandone con le mani il torace. Nel novembre 2022 Francesco Saviane avrebbe accarezzato a lungo i genitali di un altro minore, impossibilitato a reagire al pari delle altre vittime. Il 37enne in Tribunale a Padova ha risposto alle domande, negando tutti gli addebiti.

La storia personale

Agli atti delle indagini tutta la vita di Saviane. Nato a Volpago del Montello, dopo l’ingresso nel seminario di Padova è stato istituito lettore nel 2016, primo passo del percorso verso il sacerdozio, ma non è stato ammesso agli ordini sacri, ed è uscito dall’annuario diocesano già dal 2017. L’incarico al collegio Barbarigo è stato possibile grazie dall’idoneità rilasciata dalla diocesi, che tramite l’Ufficio scuola propone i docenti al ministero. Di recente aveva avuto la Naspi e aveva lavorato per una società sportiva di Noventa Padovana. La Diocesi di Padova ha detto che dal primo settembre 2023 Saviane non ha più ricevuto incarichi di insegnamento, gli è stata revocata in via definitiva l’idoneità a insegnare religione, è cessata quindi la sua presenza all’Istituto Barbarigo. Il vescovo Cipolla ha inoltre collaborato con la magistratura. Anche se il via alle indagini le ha date una delle vittime.


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19 maggio 2026 ( modifica il 19 maggio 2026 | 15:19)