Milano – Trasferiscono la residenza fiscale dal Regno Unito o dai Paesi arabi, scelgono Milano non solo per le sue bellezze e il suo carattere internazionale ma anche per i benefici del regime fiscale agevolato introdotto dalla cosiddetta “legge Ronaldo“, che ha preso il nome dal campione portoghese ex Juve. Un flusso di super ricchi che non si arresta, a differenza del rientro dei “cervelli“ crollato dopo la stretta alle agevolazioni. Il risultato? Un aumento delle disuguaglianze in una città che registra già un costo della vita, e in particolare della casa, tra i più alti d’Italia.

I dati del ministero dell’Economia

Secondo i dati del ministero dell’Economia, tra il 2014 e il 2024 il reddito medio a Milano è salito da 30mila a 37.500 euro, ma la crescita è trainata quasi solo dalle fasce alte. I contribuenti che dichiarano oltre 120mila euro sono aumentati del 71%, passando da 28.800 a quasi 50mila: rappresentano meno del 5% della popolazione, ma detengono un terzo della ricchezza cittadina. La fascia prevalente si è spostata verso l’alto, tra i 26mila e i 55mila euro. Secondo le stime, inoltre, circa 2.500 beneficiari del regime della flat tax per i neo residenti hanno scelto Milano, su un totale nazionale di poco più di cinquemila beneficiari da quando è stata introdotta la norma. Solo nell’ultimo anno censito dall’Agenzia delle Entrate in Italia ne sono arrivati 1.070, con 425 familiari al seguito.

L’incentivo ai super ricchi

“I super ricchi sono incentivati a trasferirsi in Italia, vista anche l’abolizione dei regimi agevolati in Paesi come il Regno Unito e i cambiamenti geopolitici in Asia e in Medio Oriente, e Milano per le sue caratteristiche è la città più attrattiva”, spiega la senatrice del Pd Cristina Tajani, ex assessora al Lavoro a Milano, che ha dato battaglia in Parlamento con un disegno di legge che propone di introdurre una tassa extra tra il 12,5% e il 15% sui redditi prodotti all’estero dagli stranieri ad alta capacità contributiva che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, destinando ai Comuni le risorse generate.

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Una proposta appoggiata anche dalla Cgil di Milano (“a Milano, tra il 2014 e il 2024, il numero dei milionari è aumentato del 25% – ha osservato il segretario generale milanese Luca Stanzione –, persone che spesso utilizzano la città senza lasciare un contributo adeguato”), che sotto forma di emendamento al Dl fiscale è stata bocciata, ottenendo però “un piccolo passo avanti nella trasparenza” sulla flat tax.

Un sistema fiscale che rimane “profondamente iniquo”

“Verranno finalmente resi noti dal Mef i dati sul gettito e su eventuali investimenti reali generati dai grandi patrimoni esteri in Italia – sottolinea Tajani –. Oggi, chi beneficia di questo regime agevolato non contribuisce a finanziare i servizi dei Comuni in cui risiede, al contrario di pensionati e lavoratori che pagano le addizionali. E nemmeno è chiesto loro di investire in attività produttive, come accade in altri paesi”. Un sistema fiscale che rimane “profondamente iniquo”: premia i super ricchi, frena il rientro dei “cervelli“ e non arresta il flusso costante dei giovani che lasciano Milano e l’Italia per andare a lavorare all’estero.

Dal 2018 al 2022 sono stati 15.370 gli italiani rientrati a Milano grazie agli incentivi. Poi, ridotte le agevolazioni, si è registrato un crollo dell’80%. “Mentre altri Paesi competono per attrarre talenti, competenze e capitale umano qualificato l’Italia sceglie scientemente di respingerli”, denuncia il Gruppo controesodo. “La concentrazione delle ricchezze – spiega il giuslavorista e docente della Bocconi Maurizio Del Conte – porta a una crescita dei prezzi non solo nella fascia alta. Il modello rischia di non reggere quando le persone scappano da una città perché il costo della vita è troppo alto, e c’è un problema irrisolto legato agli stipendi”. Il Decreto primo maggio che introduce il principio del salario giusto “è un primo passo avanti”, anche se per intervenire sulla situazione milanese “bisognerebbe incentivare la contrattazione locale”. Un “salario giusto milanese”, quindi, per dare ossigeno ai lavoratori nel “paradiso“ dei super ricchi.