Il serbo ha il contratto in scadenza e Spalletti vorrebbe tenerlo, ma il dialogo per il rinnovo è bloccato da tempo. I segreti della trattativa più lunga e tortuosa dell’anno
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20 maggio 2026 (modifica alle 09:31) – MILANO
Nella bussola della Juve c’è la disperata rincorsa alla Champions, ma subito dopo si profila l’appuntamento per conoscere il futuro di Dusan Vlahovic. Nelle ultime settimane ai pensieri positivi di Luciano Spalletti sono seguiti i gol del centravanti serbo in scadenza di contratto, e questa coincidenza ha fatto crescere il partito bianconero che preme per questo attesissimo rinnovo. E dire che in questi mesi non sono mancati i veleni sulla vicenda, complice anche il grave infortunio al giocatore. Aggiungiamoci quel feeling evaporato tra la famiglia Vlahovic e Ristic, l’agente del bomber. Nella sostanza si sta ripetendo una situazione già vissuta quattro anni fa, vale a dire in coincidenza con l’uscita di scena di Paulo Dybala e l’ingresso in corsa di Dusan. Ora come allora c’è un tema di leadership salariale. All’epoca l’ingaggio dalla Fiorentina a gennaio 2022 comportò un investimento di 80 milioni per il cartellino più 11,6 milioni di “oneri accessori” e uno stipendio con un ingaggio medio da 8 milioni di euro netti a stagione per il giocatore.
gli stipendi della juve—
In contemporanea stentava a decollare il dialogo tra i vertici juventini e l’argentino che chiedeva un rinnovo da primo della classe, visto che in quel momento era il più pagato con uno stipendio da 7,5 milioni di euro netti. Tutti sappiamo come è andata a finire con la Joya costretta a fare le valigie per Roma in coincidenza con l’ascesa al trono proprio dell’ultimo arrivato. Stavolta la tempistica è stata opposta, visto che Damien Comolli ha annunciato con enfasi il 7 febbraio scorso la blindatura di Kenan Yildiz sino al 2030 con un ingaggio da top, cioè 6 milioni di base ma con bonus facili per arrivare a 7 milioni netti all’anno. Quella mossa ha permesso di allontanare le sirene pericolose per il talento turco, ma ha anche segnato un passaggio virtuale di consegne nella gerarchia degli stipendi bianconeri. Per intendersi nei mesi successivi ci sono stati anche i prolungamenti di Locatelli e McKennie, ma tutti loro non hanno superato quota 4 milioni di euro. Lo stesso trattamento è stato riservato a Luciano Spalletti, per un biennale pieno di fiducia nei suoi riguardi. Sullo sfondo c’è evidentemente la situazione finanziaria di una società gravata da pesanti perdite maturate negli ultimi anni e con l’urgenza di ritrovare in Champions le risorse e l’entusiasmo dei bei tempi. Basta allargare lo sguardo per capire le logiche del club, mentre fa notizia il fatto che Vlahovic sia il calciatore più pagato in Serie A con lo stipendio che in questa stagione pesa per 12 milioni netti, vale a dire poco più di 22 milioni lordi.
vlahovic e l’idea del contratto ponte—
Nelle sue richieste l’attaccante di Belgrado non si aspetta certo di guadagnare queste cifre, ma punta a mantenere quota 8 milioni rispettando il suo standard medio dell’attuale contratto. Invece la Juve pensa di riservargli un trattamento identico a quello di Yildiz: un ingaggio base di 6 milioni per arrivare a 7. E per aprire una finestra alle aspettative di Dusan può prospettargli anche un prolungamento di soli 2 anni, una sorta di rinvio alla prossima stagione per calibrare meglio un percorso a medio termine, mettendo nel conto anche la valutazione della sua effettiva efficienza fisica. Grosso modo quello che era accaduto con Dybala, fermato da troppi stop muscolari nei suoi sette anni a Torino. In realtà queste idee sinora sono rimaste a mezz’aria, visto che una trattativa vera e propria non è ancora avvenuta. Un po’ perché papa Milos non ha ancora avuto modo di incontrare Comolli, ma neanche lo stesso giocatore è mai sceso in argomento con l’attuale dirigenza. A tenere tutti sul chi va là sono quelle indiscrezioni relative alla richiesta di un riconoscimento a latere in vista della firma. E qui torna alla memoria quella voce del 2022: 11 milioni per gli “oneri accessori”. La soluzione con un contratto ponte, di soli 2 anni, ridurrebbe l’entità di questa percentuale per i rappresentanti dell’attaccante. Ecco perché in questa fase si fa fatica a vedere chiarezza sull’argomento. Ciascuno sta sulle sue, innanzitutto perché la qualificazione in Champions è dirimente per tutti. Un fatto è certo: Vlahovic ha tenuto fede alla parola di tenersi libero per i bianconeri sino a fine campionato. E le notizie di mercato non lasciano intravedere approfondimenti del serbo con altre società: né in Italia né all’estero.
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spalletti lo vuole—
Nonostante le cautele generali, dunque, si aprono degli spiragli positivi. E non è secondario che Spalletti anche dopo la partita vittoriosa di Lecce abbia ribadito l’importanza di Vlahovic per questa Juve. L’allenatore di Certaldo è sicuramente un suo sponsor, ma vanno superate altre resistenze: alcune per oggettive difficoltà, altre per scrupoli tutti da verificare. In un recente passato alla Juve hanno fatto clamore alcuni acquisti particolarmente costosi a causa delle parcelle ai procuratori. Non va mai dimenticato che il ritorno di Kolo Muani è sfumato proprio per le ingenti richieste dei suoi rappresentanti, ma anche il parametro zero David è stato appesantito da un surplus di 12,5 milioni di euro per i suoi agenti. Senza dimenticare che lo stipendio da 6 milioni netti sino al 2030 per il canadese è condito da bonus per altri 2 milioni. Insomma, un trattamento da top player, a dispetto di una stagione da incubo. Tornando a Vlahovic nella considerazione mediatica, quello stipendio da 12 milioni netti fa sensazione, ma va sempre ricordato che fu concesso solo per l’ultimo anno come una sorta di buonuscita, un premio finale pattuito per alleviare l’onere iniziale per la società. Nel frattempo è diventato il marchio di un legame finito sotto i riflettori: luci troppo spesso abbaglianti.
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