di
Paolo Tomaselli

La mano di Chivu per costruire una nuova squadra offensiva, si punta su Koné e Palestra. Martinez titolare in porta, Provedel riserva. L’idea intrigante resta il trequartista che tornerà al Real Madrid

Un caffé (lungo) in sede, una chiacchierata per fare il punto su tante situazioni già in ballo e un appuntamento per il prolungamento del contratto, fissato dopo la fine del campionato. Cristian Chivu e l’Inter iniziano già la prossima stagione mentre le avversarie devono ancora concludere quella in corso. Un vantaggio competitivo che va sfruttato, assieme alla chiarezze delle idee tecniche, uno dei punti forti degli ultimi sette anni nerazzurri. Con le prime certezze: Martinez sarà il portiere titolare, Koné anche a livello di tempistiche, è il primo obiettivo a centrocampo, mentre Palestra è il giovane talento su cui investire, Atalanta permettendo.

Non sarà rivoluzione, ma evoluzione, è la linea guida tracciata dal presidente Marotta e da Oaktree. E l’evoluzione significa ricambio generazionale, fatto con giudizio. Al quale va aggiunta la possibilità di cambiare spartito tattico, per essere meno prevedibili. L’Inter continuerà a difendere con 3 centrali, ma a centrocampo studia come poter impostare con due centrocampisti, in modo da aggiungere un giocatore offensivo capace di muoversi tra le linee.
Il primo tassello può essere il romanista Koné, che a Roma sta per diventare uno dei «sacrificabili» da Gasperini ed è la prima scelta dell’Inter a centrocampo: i giallorossi devono infatti incassare circa 60 milioni entro il 30 giugno e il francese a meno di 40 milioni non sarà ceduto. L’eventuale discorso romanista per Carlos Augusto non rientrerà nella stessa operazione, ma se ne può parlare anche a luglio. 



















































Con Koné, che porterebbe muscoli e dinamismo che ora un po’ mancano, l’Inter può giocare a due e sostenere un assetto più offensivo, con un 3-4-1-2 o un 3-4-2-1. Se l’identikit ideale per fare da raccordo di qualità tra centrocampo e attacco porta a Nico Paz, la pista per l’argentino convocato al Mondiale è lunga, perché la stella del Como prima deve essere ricomprato dal Real (tra l’1 e il 30 giugno) poi verrà valutato da Mourinho e poi eventualmente sarà rimesso sul mercato, senza una cessione definitiva: l’idea resta quindi per forza di cose sottotraccia, da non scartare ma per ora più un sogno che un obiettivo. E le varie alternative possibili (a partire dall’idea invernale Diaby) non sono sul tavolo, ma vanno scandagliate.

L’altro capitolo importante è quello del portiere. Da ieri l’idea di Martinez promosso titolare ha fatto un salto di qualità. L’Inter darà fiducia a Pepo dopo due anni da riserva di Sommer. E pensa di affiancargli un profilo esperto, con il laziale Provedel tra i preferiti. Dei cinque giocatori in scadenza a fine giugno, verrà valutato il rinnovo di un anno per De Vrij (possibile) e Mkhitaryan (un’ipotesi). Tra le cessioni per fare cassa i nomi più caldi sono quello di Frattesi e di almeno uno tra Luis Henrique e Diouf, oltre a Thuram però solo in caso di offerta irrinunciabile. Diouf, se accetta di giocare in fascia, può restare, ma se punta a fare la mezzala può essere ceduto: le richieste non mancano. L’eventuale arrivo di Koné non chiude la porta a un rientro di Aleksander Stankovic a Milano: il serbo figlio d’arte, che Chivu conosce fin dalle giovanili, può anche essere utilizzato come eventuale pedina di scambio perché ha mercato.

L’altro dossier chiave è quello della difesa, che perde Acerbi ma probabilmente non Bastoni. Bisseck ha cambiato procuratore affidandosi alla scuderia di Giovanni Branchini, ma la sua cessione attualmente non è in programma. Pavard torna dal prestito al Marsiglia però non rientra nei programmi della società, quindi serve di sicuro un centrale. Muharemovic del Sassuolo piace sempre, ma il 50% della rivendita in mano alla Juve complica molto la trattativa. Mentre Solet non sembra un nome caldo. Il profilo adatto è un centrale con esperienza internazionale: piace Araujo del Barcellona, ma ha una clausola da 65 milioni.

Capitolo Dumfries: se l’olandese non riuscisse a realizzare il suo obiettivo di sbarcare in un grosso club di Premier (vedi Liverpool) sfruttando la clausola da 25 milioni, la sua permanenza a Milano non escluderebbe la caccia a Palestra che può avere un impatto più graduale ed essere utilizzato anche a sinistra. Con 20 giocatori di movimento in lista, la duttilità è fondamentale. Ed è anche per questo che costa molto.

20 maggio 2026