di
Maria Volpe

In un documentario Netflix, la popstar australiana racconta la diagnosi della malattia, la fatica, le pressioni nella carriera e il sogno di tornare a cantare a Londra a Hyde Park

A vent’anni dalla diagnosi, Kylie Minogue torna a parlare del tumore che le sconvolse la vita nel 2005. Lo fa in una docuserie in tre puntate prodotta da Netflix, dedicata al suo percorso umano e artistico. 
La popstar, 57 anni, ha rivelato che l’impatto emotivo della diagnosi di cancro al seno “è ancora con me oggi in molti modi”, a distanza di oltre vent’anni. “Da dove comincio? Choc”, ha ricordato Minogue parlando del momento in cui ricevette la diagnosi. “Stai cercando di capire qualcosa a cui non hai mai pensato prima. È un corso intensivo, profondo ed esteso, e ancora oggi è con me in molti modi”.
Nel documentario, l’artista affronta anche periodi difficili della sua carriera, tra cui la pressione dei media e il senso di “umiliazione” provato nei primi anni di notorietà. Minogue ha ricordato con disagio le interviste risalenti alla sua transizione dalla soap australiana «Neighbours» alla carriera musicale, sottolineando quanto alcune esperienze siano state difficili da elaborare anche a distanza di tempo. “Quando rivedo quelle immagini, sono ancora confusa come lo ero a 19 anni”, ha detto Minogue alla Bbc. “A volte sembrava solo umiliazione, dover restare dentro quella cornice e affrontarla”.

L’artista, che ha costruito parte della sua carriera e della sua vita a Londra, ha anche osservato come oggi il trattamento riservato ai giovani artisti sarebbe diverso, pur riconoscendo che i social media hanno introdotto nuove forme di pressione. Minogue ha spiegato alla Bbc che accettare di partecipare al documentario ha richiesto un importante sforzo personale: “Per anni mi è stato proposto e ho sempre detto di no. Alla fine mi sono chiesta: se non ora, quando?” 
Guardando avanti, Minogue non chiude la porta a nessuna delle sue due anime artistiche: vorrebbe tornare a recitare e continuare a fare musica, descritta come «un’amica fidata» e «una salvezza». E lascia in sospeso anche l’ipotesi di un nuovo concerto a Hyde Park, palco simbolico della sua carriera londinese: «Ci rivedremo a Hyde Park e, forse, succederà davvero. Sarebbe meraviglioso».



















































20 maggio 2026