di
Giovanna Cavalli

Specializzata in Angiologia, in realtà la dottoressa Mussolini è rimasta solo sulla carta. In politica per trent’anni, è passata da un anno alla Lega

Un istante prima del trionfo sotto la pioggia di coriandoli dorati, ha esitato: «Non potremmo vincere tutte e due?». 

Quando il televoto l’ha incoronata unica e sola regina, alla faccia (contrariata) della nemica-amica-si fa per dire Antonella Elia, Alessandra Mussolini se n’è subito dimenticata. La sua marcia su questo GF Vip 2026 si è conclusa in gloria e non c’è quasi mai stata gara. Impossibile tenerle testa, prepotente, debordante, irresistibile, volitiva e svolazzante come le piume dei suoi manicotti (con cui ha conquistato persino Selvaggia Lucarelli, che ai tempi di Ballando con le Stelle invece la bocciava senza pietà).

Sfrontata, come quando, nella prima delle sue tante vite, provò a fare del cinema («Ma ai provini non mi prendevano mai: troppo bella, troppo brutta, troppo magra») e a Dino Risi che le consigliò di cambiare cognome («Fatti chiamare Alessandra Zero»), rispose schietta: «Col ca…!»

Troppo impegnativo il confronto continuo con cotanta zia: Sophia Loren, sorella di mamma Maria Scicolone. Qualche buon film l’ha pure fatto, particine (Una giornata particolare, Il tassinaro, Noi uomini duri, Sabato, domenica e lunedì), nel 1983 si tolse persino lo sfizio di un servizio sexy su Playboy, ma poi mollò tutto per studiare Medicina, laurea e master in angiologia. Non ha quasi mai praticato, però: la dottoressa Mussolini è rimasta solo su carta.

Altra giravolta, altra passione, arrivò la politica, per oltre trent’anni. Tre volte deputata, senatrice, eurodeputata. Prima il Msi (e la candidatura a sindaco di Napoli contro Bassolino, a cui tenne testa fino all’ultimo) poi Alleanza Nazionale con Fini, Azione Sociale (lo fondò lei, durò poco), quindi Forza Italia con Berlusconi con qualche screzio però mai definitivo («Silvio mi manca moltissimo, è il migliore dei politici che ho conosciuto»).

Un anno fa, a sorpresa, è passata alla Lega, senza incarichi. «Non stiamo a fermarci sui cognomi, quindi benvenuta», la accolse Salvini. Portato quasi con sfida, con arroganza («Il vero cimelio di nonno Benito sono io») – Roberto D’Agostino da sempre la chiama «la Duciona» – quel marchio genealogico impegnativo (il padre Romano, musicista jazz, era il quarto figlio del duce e di donna Rachele Guidi) in realtà qualche affanno gliel’ha dato. Lo ha confessato in un raro momento di debolezza proprio al Grande Fratello: «Non è stato facile da sopportare».

Come il tradimento. Il marito Mauro Floriani (sposato il 28 ottobre 1989, nell’anniversario della marcia su Roma, hanno tre figli: Caterina, Clarissa e Romano, calciatore della Cremonese), nel 2014 fu coinvolto nello scandalo delle baby squillo dei Parioli. «Cose del genere non si perdonano, però si va avanti», disse Alessandra, che di rado ne parla. E che però ammette realista: «I tradimenti nella vita ci sono sempre». Si riferiva forse anche a suo padre Romano che come prima di lui il padre Benito, non fu un marito fedele. «Era un artista, un piacione, tanti viaggi, tante donne, pochi soldi», ha raccontato in un’intervista (a Tommaso Labate sul Corriere).

Nonostante tutto gli è rimasta vicina. La famiglia viene prima di tutto, contro tutto. L’unica cosa che conta. E allora ecco le lacrime per la madre Maria, che da tempo non sta più bene. Soffre di Alzheimer. Per Alessandra è un dolore profondo, esposto anche alle telecamere del Gf Vip. «Mamma purtroppo non mi può guardare in tv, ma io la penso sempre, mi manca tanto. Zia Sophia? Sono sicura che lei sì, mi sta seguendo». Il sentimento che conta davvero per Alessandra Mussolini è questo. Madri, figli, zie, sorelle (altro che Grande Fratello e maschi vari ed eventuali). Il resto viene dopo. Perché «l’amore va e viene, a volte ritorna, a volte no, questione di neurotrasmettitori, non possiamo farci granché» (ad Aldo Cazzullo, sempre sul Corriere).


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20 maggio 2026 ( modifica il 20 maggio 2026 | 14:08)