di
Monica Ricci Sargentini

Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale visita il porto dove sono trattenuti gli attivisti fermati nel Mediterraneo orientale e li schernisce. Il ministro degli Esteri: «Spettacolo vergognoso, tu non sei il volto del nostro Paese». La reazione della politica italiana

Le immagini arrivano dal porto israeliano di Ashdod. Gli attivisti della Global Sumud Flotilla sono in ginocchio, con le mani legate dietro la schiena, circondati dagli agenti dello Shin Bet. Davanti a loro il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir sventola la bandiera israeliana e li schernisce. «Guardate come sono ridotti ora. Non eroi, sostenitori del terrorismo», dice nel video diffuso sui suoi social.

In un altro passaggio del filmato si vede un’attivista gridare «Free, free Palestine» verso il ministro prima di essere immobilizzata a terra dagli agenti. 



















































Le immagini, rilanciate nelle ultime ore dai media israeliani e dagli attivisti della Flotilla, stanno alimentando nuove polemiche sul trattamento riservato ai partecipanti della missione umanitaria partita dalla Turchia per cercare di raggiungere Gaza.

Secondo il ministero degli Esteri israeliano, tutti i 430 attivisti fermati nel Mediterraneo orientale sono stati trasferiti su navi israeliane e stanno venendo identificati ad Ashdod. Tel Aviv continua a definire la missione «un’operazione di propaganda al servizio di Hamas» e rivendica la legittimità del blocco navale imposto alla Striscia. 

Tra i fermati ci sono anche 29 italiani. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato che i primi due a rientrare saranno il deputato M5S Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, attesi in Italia già questa sera.  

L’ira del governo italiano: convocato l’ambasciatore

Ma il caso continua a crescere sul piano politico e diplomatico. Le immagini diffuse dal ministro israeliano hanno provocato subito reazioni  a Palazzo Chigi. In una nota congiunta, la premier Giorgia Meloni e il capo della Farnesina Antonio Tajani hanno definito «inaccettabile» il trattamento riservato da Israele agli attivisti della Flotilla, aggiungendo che l’Italia «pretende le scuse per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del governo italiano». La Farnesina ha inoltre annunciato la convocazione dell’ambasciatore israeliano per chiedere «chiarimenti formali» su quanto accaduto.

Le reazioni della politica italiana

Dure anche le reazioni della politica italiana. La segretaria del Pd Elly Schlein parla di «immagini agghiaccianti, questi sono crimini contro la dignità umana. Non solo il governo criminale di Netanyahu compie ripetuti atti di pirateria in acque internazionali e vicino alle coste europee, ma detiene anche attivisti e nostri concittadini in condizioni violente e disumane. Servono sanzioni per il governo di Netanyahu e i suoi ministri estremisti; il governo italiano tolga il veto alla sospensione dell’accordo UE-Israele, per manifesta violazione dei più basilari diritti umani». Anche il Movimento 5 Stelle parla di «trattamenti umilianti» e chiede un intervento immediato della Farnesina. Angelo Bonelli definisce il governo Netanyahu «peggio dei pirati». Angelo Bonelli parla di un governo Netanyahu «peggio dei pirati». E Carlo Calenda definisce «farabutti criminali» gli autori dei comportamenti violenti nei confronti degli attivisti: «Bene ha fatto il Governo a convocare l’ambasciatore. Adesso devono seguire immediatamente sanzioni durissime contro Ben-Gvir».

Toni più cauti arrivano invece dalla maggioranza. La vicepresidente del Senato Licia Ronzulli sostiene che «non è attraverso queste operazioni che si aiutano davvero i palestinesi», pur ribadendo la necessità di tutelare i cittadini italiani coinvolti. Maurizio Lupi chiede invece che Israele «non attacchi imbarcazioni in acque internazionali», invitando però anche gli attivisti a «prestare attenzione quando ci si reca in scenari di guerra». 

Per domani davanti a Montecitorio è stata convocata una giornata di mobilitazione permanente promossa dagli organizzatori della Flotilla insieme a diverse associazioni filo-palestinesi. Gli attivisti parlano di «atto di pirateria» e chiedono il rilascio immediato di tutte le persone fermate.

Lo scontro nel governo israeliano: Saar contro Ben Gvir

Il ministro degli Esteri Gideon Saar ha criticato Ben Gvir per il comportamento tenuto con gli attivisti: «Tu non sei il volto di Israele», ha scritto in un post su X. «Con questa vergognosa  performance, hai consapevolmente arrecato danno al Paese, e non è la prima volta».

Durissima la risposta di Ben Gvir: «C’è chi nel governo ancora non ha capito come ci si deve comportare con i  sostenitori del terrorismo. Ci si aspetta dal ministro degli Esteri di  Israele che capisca che Israele ha smesso di essere un bambino da prendere a schiaffi. Chi arriva nel nostro territorio per sostenere il  terrorismo e identificarsi con Hamas prenderà una sberla e non gli daremo l’altra guancia».

Articolo in aggiornamento…

20 maggio 2026 ( modifica il 20 maggio 2026 | 14:51)