di
Giulia Taviani
Il 25 maggio 1996 Kristin Smart scompare dopo una festa fuori dal campus. L’ultimo ad averla vista è Paul Flores, un compagno di college. L’uomo è stato condannato per l’omicidio nel 2023, ma il corpo di Kristin non è mai stato trovato
L’ultima volta che Kristin Smart è stata vista viva era la notte del 25 maggio 1996. Stava tornando da una festa fuori dal campus dell’università della California, quando Paul Flores, studente come lei, si è offerto di accompagnarla al dormitorio «sana e salva». Non è andata così.
Il corpo di Smart non verrà mai più ritrovato, e il 25 maggio 2002, sei anni dopo la scomparsa, verrà dichiarata legalmente morta. Per avere una condanna, invece, bisognerà aspettare marzo del 2023, quando Flores verrà condannato per omicidio di primo grado a una pena minima di 25 anni (dopodiché – secondo la legge della California – potrà richiedere la libertà condizionale che, però, potrebbe venirgli ripetutamente negata condannandolo di fatto all’ergastolo).
Anche dopo la condanna di Flores, la ricerca dei resti di Smart non si è mai fermata. Il 6 maggio di quest’anno, l’ufficio dello sceriffo della contea di San Luis Obispo ha eseguito un mandato di perquisizione presso l’abitazione di Susan Flores – madre di Paul Flores – ad Arroyo Grande (California). Durante le indagini sono stati prelevati campioni di terreno, che hanno mostrato resti umani che potrebbero essere stati – o essere tutt’ora – presenti nella proprietà (potrebbero, per esempio, essere stati nascosti lì in passato e poi spostati da un’altra parte).
L’ufficio dello sceriffo ha dichiarato di «non aver trovato Kristin Smart». Ma questo non fermerà la ricerca, assicurano le autorità.
La festa e l’incontro con Flores
Kristin Smart, nata ad Augusta – nell’allora Germania Ovest – si trasferisce in California quando è ancora bambina. Nel 1996 ha diciannove anni, ed è una studentessa del primo anno della California Polytechnic State University a San Luis Obispo.
La sera del 24 maggio decide di partecipare a una festa organizzata da un altro studente fuori dal campus. Non conosce nessuno, l’amico che sarebbe dovuto andare con lei ha deciso di tornare al dormitorio prima della festa.
Intorno alle due del mattino, due studenti la trovano senza sensi sul prato di un vicino. La aiutano ad alzarsi e poi decidono di accompagnarla fino al dormitorio. Con la scusa che i loro dormitori sono vicini, un terzo ragazzo, Paul Flores, si unisce al gruppo e si offre di riaccompagnarla in stanza, con la promessa che ci sarebbe arrivata «sana e salva».
La scomparsa e le ricerche
Di Smart però, non si saprà più nulla. Nemmeno i suoi resti verranno mai più ritrovati. Molti criticano la gestione dell’università (al tempo non esistevano protocolli in caso di scomparsa di uno studente). L’istituto ha infatti denunciato la scomparsa di Kristin dopo una settimana, facendo perdere tempo prezioso alle indagini e considerando il caso come quello di una studentessa «andata via per conto suo senza preavviso».
Flores dichiara alla polizia di aver fatto con lei la strada fino al suo dormitorio, il Santa Lucia Hall, e poi di averla lasciata tornare da sola a quello di lei, il Muir Hall, caratterizzato dai mattoni rossi. Flores in quel periodo è noto tra le ragazze per il suo comportamento molesto. Aveva anche il soprannome di «Chester il molestatore» (un personaggio dei fumetti degli anni ’70 rappresentato come viscido e predatorio verso le donne).
L’orecchino ritrovato in casa della madre di Flores
Nell’ottobre 1996 la donna che nel frattempo si era trasferita nella casa di Susan Flores, madre di Paul, ad Arroyo Grande trova un orecchino da donna. Secondo lei, il gioiello somiglia a uno di quelli indossati come collana da Smart in uno dei manifesti delle persone scomparse. Ma nonostante si tratti dell’abitazione di un familiare dell’ultima persona che ha visto Smart viva, la polizia non contrassegna l’orecchino come prova e l’oggetto va perso.
Lo scambio di denunce tra i Flores e gli Smart
Sei anni dopo la scomparsa – il 25 maggio 2002 – la polizia dichiara legalmente il decesso di Smart. Nel 2005 i genitori intentano una causa contro Paul Flores per omicidio colposo, ma la causa viene ritirata per mancanza di prove: Flores si avvale del Quinto Emendamento per 27 volte, così da non dover testimoniare contro sé stesso.
Un anno dopo risponde la famiglia di lui, intentando una causa contro gli Smart per danni morali. Ma anche questa si conclude senza una sentenza.
Le ricerche continuano per anni. Nel 2011 arriva come nuovo sceriffo a San Luis Obispo Ian Parkinson (tutt’ora a capo della polizia della contea). Sotto di lui il dipartimento esegue 23 mandati di perquisizione, conduce 96 interrogatori e raccoglie 258 elementi di prova aggiuntivi. Anche l’Fbi si interessa del caso offrendo 75 mila dollari di ricompensa a chiunque aiuti nel ritrovamento o nella risoluzione del caso. Ma niente è utile.
Il podcast e le nuove indagini
Nel 2019 il podcaster Chris Lambert pubblica una serie sul caso, riportando l’attenzione del pubblico sulla scomparsa di Smart. Quell’interesse porta alla scoperta di nuovi testimoni.
Il 29 gennaio 2020 il dipartimento di polizia di San Luis Obispo conferma che due camion di proprietà di Flores sono stati sequestrati come prove. Seguono indagini in quattro località a lui collegate, compresa l’abitazione di Paul Flores a San Pedro, sempre in California.
Qui trovano droghe dello stupro e diversi dispositivi elettronici. «Su questi dispositivi sono stati scoperti numerosi video amatoriali di Paul Flores che ha rapporti sessuali e sodomizza donne che perdono e riacquistano conoscenza». Le prove però non sono sufficienti per un arresto.
L’arresto di Paul Flores e del padre
Nel marzo 2021, i procuratori dichiarano di aver trovato prove biologiche – grazie all’uso di georadar e cani addestrati – che indicano che il corpo di Smart è stato sepolto sotto il terrazzo della casa di Ruben Flores, padre di Paul, e che successivamente era stato riesumato e nascosto di nuovo. Dopo un mese, Paul e il padre vengono arrestati. Il primo con l’accusa di omicidio e il secondo di favoreggiamento.
Secondo l’accusa, Paul Flores avrebbe violentato o tentato di violentare Smart prima di ucciderla, per poi chiedere aiuto al padre per nascondere il corpo sotto la veranda di casa sua.
Gli atti includono anche accuse di cattiva condotta sessuale da parte di 30 donne, alcune delle quali hanno raccontato agli inquirenti di essere state drogate prima di venire aggredite sessualmente da Flores in episodi risalenti alla fine degli anni ’90.
Paul Flores rimane in carcere senza possibilità di cauzione. Ruben Flores riesce invece a pagare la cauzione dopo che un giudice ha acconsentito a ridurne l’importo da 250.000 a 50.000 dollari.
Il 18 ottobre 2022 Paul Flores viene condannato per omicidio di primo grado – da un minimo di 25 anni all’ergastolo. Si è sempre dichiarato innocente e ha presentato ricorso contro la condanna. Il padre viene ritenuto innocente dell’accusa di favoreggiamento e liberato.
Tra 25 anni Paul potrà fare richiesta della libertà condizionale davanti al board della libertà vigilata, il quale deciderà se concedergliela oppure no. Potrebbe negargliela anche più volte, condannandolo di fatto all’ergastolo. Per questo motivo la sentenza non indica un numero preciso di anni che Flores dovrà scontare in carcere.
Le novità sul caso
A inizio maggio, gli investigatori si recano dalla madre di Paul Flores, Susan, per esaminare l’abitazione e il terreno. Non è dato sapere il motivo per cui abbiano deciso di procedere con la perquisizione.
La proprietà era già stata perquisita più volte in precedenza, ma una nuova pista, unita ai progressi nella tecnologia del georadar e delle analisi del terreno, li ha riportati all’abitazione. «Non entrerò nei dettagli – ha commentato lo sceriffo Parkinson – mi limiterò a dire che si tratta di composti presenti nel terreno che sono correlati a un corpo umano in decomposizione».
In un comunicato stampa l’ufficio dello sceriffo ha precisato di «non aver ritrovato Kristin Smart», ma ha aggiunto che «gli investigatori valuteranno tutte le prove recuperate per contribuire alle indagini. L’ufficio rimane pienamente impegnato a ritrovare Kristin e a riportarla a casa dalla sua famiglia».
20 maggio 2026 ( modifica il 20 maggio 2026 | 10:52)
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