I top player chiedono più soldi e tutele, e hanno studiato un’iniziativa “anti multe” per contestare gli Slam…


Pellegrino Dell'Anno

Collaboratore

20 maggio – 19:00 – MILANO

La battaglia che i top player stanno conducendo contro gli Slam sembrerebbe vicina ad un altro episodio di una saga che ormai va avanti da più di un anno. I migliori giocatori, sia a livello Atp che Wta, avevano scritto di recente una nuova lettera ai tornei Major chiedendo maggiori premi ( rispetto all’attuale 15% dei ricavi degli Slam), in proporzione a incassi sempre in crescita anche per i tornei stessi. All’inizio degli Internazionali d’Italia si era profilata, nelle parole di Sabalenka, Gauff, Djokovic, la possibilità di poter arrivare addirittura a boicottare gli Slam per dare un segnale. Non limitandosi al discorso economico, ma anche a una tutela pensionistica. Al Roland Garros, dove il montepremi totale è di 61,7 milioni di euro, non ci sarà nessun boicottaggio ma, stando a quanto riporta “The Guardian”, potrebbe arrivare una prima mossa da parte dei giocatori. 

piano—  

Venerdì molti top player prenderanno parte ai tradizionali media day che precedono il torneo. Non dovrebbero tirarsi indietro, ma inizieranno ad abbassare la loro disponibilità, smettendo di parlare dopo 15 minuti. Un simbolo, riferito al 15% di premi, in relazione ai ricavi, che loro percepiscono dal torneo. Una prima mossa, che dovrebbe dare il via ad una serie di iniziative da parte dei giocatori. Molti degli altri presenti in tabellone non dovrebbero svolgere interviste con Eurosport o Tnt, che detengono i diritti del torneo, riducendo quindi all’osso per la durata dell’evento tutta l’attività legata ai media e in generale alla comunicazione. D’altronde questo rientra pienamente nelle possibilità dei tennisti, anche secondo il regolamento: l’obbligo dovuto da contratto si limita ad un’intervista flash con chi detiene i diritti dopo il match. Il resto è un di più, e il non svolgerlo non può portare a nessuna multa. 

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futuro—  

I giocatori puntano ad avere come montepremi  il 22% di quanto incassano gli Slam, in linea con quello che percepiscono dai combined event Atp e Wta. Per quanto riguarda il Roland Garros, il vincitore e la vincitrice dei due tabelloni di singolare guadagneranno 2,8 milioni di euro, con un aumento del montepremi di circa il 9.4% in più rispetto al 2025. Ricordando che il torneo dovrebbe incassare invece il 14% in più, ciò che di fatto ha riacceso la situazione e le richieste dei giocatori. Proprio venerdì, quando i tennisti dovrebbero attuare la prima fase di questa strategia di riduzione degli impegni media, l’ex Ceo Wta Larry Scott dovrebbe avere un confronto con il presidente della Federazione Francese Gilles Moretton e il direttore del Roland Garros Amelie Mauresmo. E sono attesi incontri anche con le governance di Wimbledon e Us Open più avanti nel torneo. Sempre con la stessa motivazione: maggiore ascolto delle richieste e un aumento dei montepremi per i giocatori, soprattutto quelli più indietro in classifica, corrispondente ai maggiori introiti dei tornei. Ora, dopo lettere e ipotesi, un primo concreto passo di protesta potrebbe essere davvero vicino.